Molise

Il cammino dell’inclusione fa un passo importante: al via a Telemolise il Tg Lis | isNews

Il telegiornale nella lingua italiana dei segni, realizzato da quattro giovani con disabilità, sarà trasmesso ogni pomeriggio alle 17. Oggi la presentazione del progetto, elogiato anche a livello nazionale


CAMPOBASSO. Il cammino dell’inclusione fa una tappa importante in regione. Sta per debuttare a Telemolise il Tg Lis, il telegiornale tradotto nella lingua italiana dei segni, che sarà trasmesso ogni pomeriggio alle 17.

A realizzarlo quattro giovani con disabilità, tre laureati all’Unimol, uno laureato all’Università di Teramo, con invalidità riconosciuta all’80% e differenti tipologie di disabilità, assunti dall’emittente per portare avanti questo nuovo progetto editoriale, presentato questa mattina in una conferenza stampa nella sala biblioteca del Consiglio regionale.

Presenti all’appuntamento l’editore di Telemolise Quintino Pallante, la direttrice Manuela Petescia, il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Molise Vincenzo Cimino, il presidente di Assostampa Giuseppe Di Pietro, il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante, il sottosegretario Vincenzo Niro, il rettore dell’Unimol Giuseppe Vanoli, il vescovo di Campobasso Biagio Colaianni, la sindaca di Campobasso Marialuisa Forte, il questore di Campobasso Domenico Farinelli e il procuratore capo Nicola D’Angelo. A moderare i lavori Sabrina Varriano.

A seguire le tappe dell’iniziativa anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Alberto Barachini intervenuto in videoconferenza. “Una tv locale privata si mobilita e decide di mandare in onda per la prima volta un telegiornale locale in lingua dei segni – le sue parole – è un segnale importante perché ogni giorno l’informazione arriverà a tutti, senza esclusione. L’accesso all’informazione con questa modalità è davvero un’esperienza straordinaria”.

“Dobbiamo essere orgogliosi di quello che avete fatto – ha detto il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli – siete riusciti a mettere insieme due cose importantissime: la valorizzazione della professionalità di persone con disabilità e la possibilità, per persone disabili, di usufruire di un’informazione che li tenga connessi con tutta la comunità”.

Un progetto inseguito per anni e oggi finalmente realizzato, lo ha definito la direttrice Manela Petescia, un’iniziativa dal forte valore sociale e culturale, come ha precisato l’editore Quintino Pallante. “Il servizio pubblico, prima di essere un’etichetta – ha detto – deve essere utile, presente e accessibile”.


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