Puglia

il ‘bomber’ ai domiciliari per violenze

Due aggressioni efferate e immotivate. Sono quelle che Procura e tribunale di Bari contestano a Silvio Sisto Junior, il 36enne barese conosciuto come il ‘bomber’, che stamattina è finito agli arresti domiciliari con obbligo del braccialetto elettronico, assieme a suo cognato Marco d’Asta, di 28 anni. Di entrambi la gip Chiara Maglio evidenzia le personalità aggressive e prevaricatrici, sistematiche e fuori controllo”, al punto tale da ritenere necessaria la misura cautelare. Due gli episodi contestati. Il primo, il 14 novembre 2024, ai danni di un geometra dell’Arca Puglia, inviato dall’ente a fare un sopralluogo in casa dei genitori di Marco d’Asta, suoceri della sorella di Silvio Sisto, Noemi (anche lei indagata).

Quel sopralluogo, iniziato in casa per un’infiltrazione di acqua sul soffitto della casa popolare e proseguito sul lastrico solare, si era trasformato in un incubo per il tecnico che si era rifiutato di provvedere al ripristino spiegando di essere stato incaricato solo di visionare. Bloccato in casa dalla famiglia D’Asta e minacciato da Noemi Sisto, in attesa che arrivasse Silvio, aveva tentato di scappare ma era stato raggiunto per le scale, fatto rotolare, picchiato e inseguito ancora da Marco D’Asta, suo fratello 22enne Ivan e da Silvio Sisto, riportando lesioni guaribili in 10 giorni.

Il secondo episodio è quello, già noto del 4 maggio 2025, in curva Nord allo stadio San Nicola, durante una manifestazione di protesta della tifoseria contro la proprietà del Bari calcio, in occasione della partita contro il Pisa, quando furono anche esposti due striscioni con la scritta “INDEGNI” e “DEVI VENDERE”. Alle 15:25 gli appartenenti ai tre principali gruppi ultras abbandonarono lo stadio pretendendo che lo facessero anche gli altri spettatori. Tra questi, in curva Nord anche una famiglia contro la quale si sarebbero scagliati Silvio Sisto, un altro indagato per il quale era stato chiesto l’arresto, Tommaso Favia, provocando traumi e lesioni a tre componenti: padre e due figli. Dopo quei fatti, Silvio Sisto era stato destinario di un Daspo di otto anni.
La gip nella misura cautelare evidenzia per gli indagati le condotte allarmanti e i comportamenti immotivatamente aggressivi e violenti, disponendo i domiciliari per Silvio Sisto e Marco D’Asta e l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria per Ivan d’Asta.




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