il blitz dell’assessore Onorato contro i furbetti dei taxi a Termini diventa virale
Una fila chilometrica di turisti in attesa sotto il sole rovente da un lato; dall’altro, una pattuglia di vetture bianche appostate fuori dalle corsie regolamentari, pronte a pescare la preda straniera più sprovveduta a prezzo maggiorato e rigido no-tassametro.
È la cartolina quotidiana dello scalo di Stazione Termini, il principale biglietto da visita della Capitale. Soltanto che questa volta ad alzare la voce non è stato il solito passeggero esasperato o il viaggiatore truffato, ma l’assessore ai Grandi Eventi e al Turismo di Roma Capitale, Alessandro Onorato.
Panni istituzionali momentaneamente messi da parte, l’esponente della giunta si è presentato in prima persona sul piazzale della stazione per documentare un’usanza tanto diffusa quanto illegale nel gergo della categoria: “battersi le corse”.
OVvero, ignorare la corsia di attesa riservata ai colleghi corretti per adescarsi i clienti a tariffe “a piacere”, svuotando il servizio pubblico a scapito di centinaia di utenti fermi in coda.
Lo scenario svelato nel video pubblicato sui social — e diventato virale in poche ore — non lascia spazio a interpretazioni burocratiche. «Qui c’è una serpentina di oltre 300 metri di persone che aspettano un’auto — affonda Onorato riprendendo le vetture in sosta vietata — mentre c’è chi sta qui davanti a battersi le corse. Significa snobbare la fila dei tassisti onesti, fermarsi dove è vietato e attendere il turista da spennare senza azionare il tassametro».
L’approccio diretto dell’assessore non si è fermato al commento fuoricampo. Avvicinatosi ai finestrini delle vetture, Onorato ha affrontato a muso duro i conducenti fermi: «Ragazzi, la coda è infinita. Sto registrando: caricate i passeggeri oppure togliete i mezzi da qui. Dovete svolgere il servizio o andarvene. Basta!».
Di fronte alle risposte polemiche e alle proteste di chi provava a giustificare la sosta, i toni istituzionali sono definitamente saltati: «Basta! Vi state battendo le corse. Ci stiamo facendo prendere per il c… da tutto il mondo. Levate ‘sti taxi. Basta, mi sono rotto i cog…ni».
Un’esplosione verbale di cui lo stesso assessore si è scusato in calce al post («Scusate il linguaggio, ma quando è troppo è troppo»), ribadendo però il nocciolo politico e penale della vicenda: condotte del genere infliggono un danno d’immagine incalcolabile all’intera città, danneggiano la gran parte dei tassisti che lavorano nel rispetto delle regole e costituiscono vere e proprie truffe ai danni degli utenti.
La crociata, promette l’assessorato, non si fermerà al blitz mediatico: sulla scrivania dei magistrati della Procura della Repubblica sono già stati depositati dettagliati esposti per fare chiarezza sull’anarchia dello scalo romano.
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