Il bilancio di due mesi di controlli nelle zone rosse

Dal 22 gennaio 2026, la strategia dei servizi straordinari di controllo del territorio ha subito un’accelerazione, portando a un bilancio massiccio in termini di sicurezza urbana. Sotto la spinta del prefetto di Bologna, Enrico Ricci, sono stati pianificati tre controlli interforze Ad “Alto Impatto” a settimana, un dispositivo che vede schierati polizia di Stato, carabinieri (con il supporto della Squadra di Intervento Operativo – S.I.O.), guardia di finanza, unità cinofile e polizia locale.
L’obiettivo è il contrasto ai “fenomeni criminosi, in particolare lo spaccio di sostanze stupefacenti e la presenza irregolare di stranieri”.
“Zone Rosse” nel mirino
L’attenzione degli inquirenti rimane focalizzata sulle cosiddette “zone rosse”. Tra i quadranti più controllati figurano Piazza XX Settembre, il Parco della Montagnola, la Scalinata del Pincio, via Galliera, via Boldrini e la Bolognina, estendendosi fino a via Irnerio e alla zona universitaria.
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Su un totale di oltre 11.000 persone identificate, ben 9.000 sono state fermate proprio all’interno di questi perimetri. Tra i soggetti controllati nelle zone calde, sono stati individuati 2.583 pregiudicati. Oltre ai provvedimenti penali, sono stati emessi 21 ordini di allontanamento.
Arresti, espulsioni e sequestri
L’attività ha prodotto risultati significativi sul fronte del contrasto allo spaccio e all’immigrazione irregolare: 30 arresti e 214 denunce (di cui 116 concentrate nelle zone rosse), 80 espulsioni, con un dato rilevante sui rimpatri: 50 stranieri sono stati accompagnati nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), mentre 30 sono stati i rimpatri definitivi, e 7,6 kg di stupefacenti sequestrati, oltre a 48 pasticche di ecstasy.
Ispezionati anche 101 esercizi pubblici e 809 i veicoli controllati, con 54 sanzioni amministrative.
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