Puglia

Il Bari è sembrato spento e per salvarsi serve il fuoco dentro. Quota salvezza? 44 punti

Il pesante Ko del Bari a Pescara, le scelte di Moreno Longo, con una panoramica sull’intero campionato di Serie B. Questi i temi al centro della nostra intervista al giornalista della Gazzetta dello Sport Nicola Binda.

Come valuta il momento del Bari in relazione alla classifica?

“Al momento la differenza lo fa il carattere e questo si è visto con il Pescara. Il Bari è sembrato spento, smarrito. Per salvarsi questo fa la differenza. Il Pescara aveva il fuoco dentro a differenza dei biancorossi, pur avendo valori tecnici inferiori”.

Il Bari ha cambiato 3 allenatori in stagione. Ora con Longo solo qualche fiammata ma mai un vero e proprio rilancio. Secondo lei è la squadra ad essere ‘ inallenabile’?

“Vista da fuori la situazione sembra proprio così. Forse le questioni ambientali hanno inciso sulla mente dei calciatori perché Bari è in grado di spingere molto a livello di tifo. Quando non ci sono polemiche allo stadio ci vanno in tanti e l’atmosfera che si respira è totalmente diversa anche se ultimamente c’è stato uno sforzo notevole in termini di sostegno alla squadra. Ora bisogna sotterrare l’ascia di guerra e pensare solo alla salvezza”.

Longo ha sbagliato delle scelte nell’ultima partita?

“Sicuramente l’allenatore dovrebbe spiegare il perché di alcune scelte. In panchina ci sono giocatori importanti come Gytkjaer, Pagano e Braunoder che sarebbero titolari in altre squadre, però ogni tecnico ha il polso della situazione e valuta tanti aspetti prima di scegliere chi mandare in campo”.

Quale sarà la quota salvezza secondo lei?

“Secondo me anche quest’anno ci vorranno 44-45 punti per la salvezza diretta anche perché tutte le squadre coinvolte a turno vincono e continuano a spingere poi ci sono squadre come Empoli, Sampdoria e Carrarese che si sono fatte tirar dentro”.

Secondo lei la Serie C perderà lo status di campionato professionistico con una nuova riforma?

“Per me questa è una cosa che non succederà mai perché in primis lo Stato italiano non vorrà rinunciare ai 100 milioni di tasse che versano i club di C, quindi è un progetto destinato a non vedere la luce e comunque è una riforma che sarebbe entrata in vigore dal 2029”.




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