Trentino Alto Adige/Suedtirol

Il bacino di Aslago va sparire il bosco


BOLZANO. Bosco dei bricconi, tre di pomeriggio. Un capriolo arriva di corsa tra gli alberi. Si ferma a guardare l’immensa area disboscata, gira gli zoccoli e torna indietro. Intanto cittadini curiosi guardano dal basso il grande muro di cinta appena ultimato: proteggerà il quartiere dalla montagna.

Sono in dirittura d’arrivo i lavori per la costruzione del nuovo bacino di contenimento in cemento armato sul Rio Aslago. Il progetto è costato 1,1 milioni di euro, finanziati dal Comune, e un alto prezzo in termini di verde pubblico, con centinaia di alberi abbattuti per fare spazio al cantiere. L’operazione, però, si è resa necessaria dopo che l’analisi di rischio ambientale aveva segnato la zona di colore rosso: pericolo alto.

«L’intera area è soggetta a colate detritiche e caduta massi con seri rischi per la popolazione del rione – spiega Thomas Thaler, direttore dell’Ufficio provinciale sistemazione bacini montani sud e responsabile del progetto – la nuova briglia di trattenuta in cemento armato consentirà di intercettare e trattenere detriti e legname trasportati dal torrente, convogliandoli nell’area di deposito».

L’area, molto ampia, potrà trattenere circa ventimila metri cubi di materiale, che rischierebbe di colare nelle zone residenziali: le prime case si trovano a pochi metri dal bacino. Con l’avvicinarsi della stagione più piovosa il quartiere mostra gli anticorpi di fronte a fenomeni atmosferici sempre più violenti. «Ora bisogna però pensare al ripristino del bosco: con le alte temperature che abbiamo visto questa estate la città deve investire nei polmoni verdi», spiega il consigliere di circoscrizione Andrea Tomasi (Verdi).

Gli alberi

I lavori sono iniziati a febbraio. Con l’arrivo della bella stagione gli abitanti del quartiere, tornati a frequentare il bosco, hanno iniziato a chiedersi cosa stesse succedendo agli alberi. «Era davvero necessario eliminare tutti i castani presenti sulla passeggiata? Piante che offrivano castagne, ombra, riparo e ossigeno per gli abitanti del quartiere, nonché per la fauna del bosco», scriveva una residente sulla pagina social di quartiere.

«Purtroppo sì – prosegue Thaler – Un cantiere che smuove tutto il terreno, con scavi, avrebbe richiesto in ogni caso la rimozione degli alberi. Il piano prevede di metterne a dimora circa cinquecento la prossima primavera. Con una densità stimata di una pianta per metro quadrato».«Abbiamo provato a informare la popolazione, con la serata informativa di febbraio e rispondendo sulla pagina social – spiega la presidente del consiglio di quartiere Daniela Andreani (FdI) – Per qualsiasi chiarimento i cittadini possono rivolgersi a noi. Chiaramente è un peccato vedere il bosco in queste condizioni, e capisco che faccia impressione. Ma c’erano rischi per la sicurezza. Il progetto prevede la riforestazione, speriamo di rivedere il bosco com’era prima».

Il bosco e il cantiere

Ultimati il muro e lo scavo del bacino, restano ora gli ultimi lavori di ripristino del terreno. Ancora pochi giorni e le ruspe lasceranno la zona.

Durante il cantiere alcuni tratti della passeggiata sono rimasti chiusi, adesso sono nuovamente accessibili. Il cantiere non ha intaccato il sentiero dove sono esposte le installazioni in legno. Il percorso didattico, anima del bosco dei bricconi, è stato restaurato nel 2023, dopo anni di vandalismo e abbandono. Percorrendo oggi la passeggiata, sulla destra si vede la grande area dove sorge il bacino, con gli argini e il muro di cinta.


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