Calabria

Il 2025 a Reggio e provincia. Dal Museo del Mare, allo stupro di Seminara, fino alla fine dell’era Falcomatà

Il 2025 sta per andare in archivio e, come sempre, l’anno che ci mettiamo alle spalle ci lascia in dote una quantità di notizie che spesso è bene rievocare per andare a ripercorrere quelli che sono stati i fatti più importanti accaduti nel corso degli ultimi dodici mesi.

Finalmente il Museo del Mare per (ri)trovare storia e identità

Finalmente: per troppo tempo si è discusso, o meglio litigato, senza cogliere appieno le potenzialità di un progetto futuristico e affascinante. Parliamo del Museo del mare, del quale finalmente – è proprio il caso di ripeterlo – il 22 febbraio viene posta la prima pietra. L’immagine che da subito fa il giro dei social è quella del braccio di un mezzo meccanico che sbriciola un pezzo di muro, seguita dalla scopertura di una stele. Per il “Centro per la cultura del Mediterraneo”, ideato dalla compianta archistar Zaha Hadid, sono stati investiti 121 milioni di euro. L’opera inserita tra i 14 grandi attrattori nazionali per i quali il Ministero della Cultura ha messo sul piatto i fondi del Pnrr sarà realizzata dalla Cobar spa, impresa pugliese che si è già occupata della realizzazione del Regium Waterfront, progetto del quale il Museo del mare rappresenta il naturale completamento unendo i tratti ondeggianti della costruzione alla bellezza della costa. Nel “Centro per la cultura del Mediterraneo” troveranno spazio un polo museale permanente, un’area dedicata, un auditorium completo di bar, ristoranti e attività complementari per ospitare eventi culturali e grandi spettacoli e infine il grande acquario dotato di laboratori di biologia marina.

La nazionale di basket al Pala Calafiore

Grande entusiasmo in città anche il 24 febbraio: il PalaCalafiore ospita la Nazionale italiana di basket impegnata in un match contro l’Ungheria valido per le le qualificazioni agli Europei. Per gli azzurri una sconfitta ininfluente; per la città è una festa dello sport, e non solo. Ovunque è un pullulare di eventi collaterali, anche nei giorni precedenti alla partita. Piazza De NAva si anima con il “Draft NBA Jr. Show”. Momento clou della manifestazione è lo spettacolo acrobatico proposto dai “Dunking Devils”, un gruppo di acrobati di fama mondiale con oltre 2.000 esibizioni in 50 paesi diversi. Conosciuti per le loro esibizioni di schiacciate acrobatiche, gli sportivi entusiasmano il pubblico reggino con salti spettacolari e acrobazie mozzafiato, dimostrando ancora una volta la loro abilità e passione per il basket.

Stuprata dal branco inizia una nuova vita lontano da Seminara

Una storia che ancora, a distanza di tempo, mette i brividi: è lo scandalo delle violenze di gruppo su due ragazzine a Seminara. Un dramma che si consuma tra paura e silenzi, in una comunità che si mostra ancora legata a schemi criminali inaccettabili. Il 4 aprile, però, si apre l’opportunità di una nuova vita lontano per una delle due giovani stuprate dal branco che, finalmente, avrà la possibilità di ricominciare, insieme ai suoi genitori e ai suoi fratelli, in un luogo sicuro. È la Regione, tramite l’Aterp, a mettere un alloggio a disposizione permettendo alla giovane di allontanarsi definitivamente dal paese dove ha subito abusi all’età di 14 anni. Nel frattempo, iniziano ad arrivare le condanne – anche ai minorenni – ai responsabili di violenze bestiali.

Le indagini sull’omicidio del giudice Antonino Scopelliti

A segnare le cronache è anche, l’8 aprile, un passaggio importante nelle indagini sull’omicidio del giudice Antonino Scopelliti, il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione ucciso il 9 agosto 1991 a bordo della sua autovettura tra Favazzina e Scilla, assassinato poco prima dell’avvio del maxi-processo a Cosa nostra nel quale avrebbe rappresentato l’accusa. A 34 anni di distanza dall’agguato, la Procura antimafia e la Squadra mobile della Questura di Reggio ricostruiscono scientificamente la scena del crimine, sui tornanti della Statale 18, sulla base delle rivelazioni del pentito Maurizio Avola, che insieme all’altro collaboratore Francesco Onorato ha parlato di un’alleanza mafia-’ndrangheta dietro al delitto eccellente.

La Cedu condanna l’Italia per mantenuto il “41bis” al padrino di Africo, Giuseppe Morabito

Il 10 aprile, infine, la Corte europea dei diritti umani condanna l’Italia per aver mantenuto al “41bis” (il cosiddetto carcere duro), Giuseppe Morabito, 91enne padrino di Africo. Di fatto, la Cedu censura trattamenti inumani e degradanti peraltro «non sufficientemente giustificati».

Intrecci fra cosche e politica: 97 arresti per l’operazione “Millenium”

Il 21 maggio Dda e carabinieri mettono a segno l’operazione “Millennium” che porta all’arresto di 97 persone per reati come associazione mafiosa, traffico di droga, scambio elettorale politico-mafioso e sequestro di persona. Sotto i riflettori anche le elezioni regionali in Calabria del 2020. Per il sostituto procuratore della Dna Sandro Dolce «l’indagine attualizza il profilo unitario della ’ndrangheta», mentre il comandante generale dei Cc Salvatore Luongo parla di «risultato di grande rilievo». Sono tre le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip. La prima si concentra sull’operatività della cosca Alvaro di Sinopoli, tracciandone l’organigramma e i business sui quali il potente casato dell’Aspromonte ha costruito fama e ricchezza. La seconda e la terza fotografano gli affari della famiglia Barbaro-Castani di Platì: estorsioni a tappeto, controllo del territorio, imponenti traffici di droga come core business dei platioti.

Anche un ergastolo per l’omicidio Morelli nel rione Marconi

La prima verità giudiziaria del processo per l’omicidio di Nino Morelli, vittima di una violenta divergenza familiare, la fissa il 10 luglio la condanna all’ergastolo del presunto assassino, Damiano Bevilacqua; 16 anni di carcere per il suo autista, Saverio Bevilacqua. La Corte d’assise accogli la tesi accusatoria sostenuta dal procuratore aggiunto Stefano Musolino: sarebbe stato il cognato a sparare al giovane della comunità rom di Reggio sud nel pomeriggio dell’11 maggio 2023 davanti alle palazzine dei rioni Marconi e Cusmano. Anche secondo i giudici di primo grado, che sposano la ricostruzione degli investigatori della sezione “omicidi” della Squadra mobile, chi sarebbe materialmente entrato in azione per uccidere è Damiano Bevilacqua, condannato per avere esploso «almeno sei colpi di pistola calibro 7.65» all’indirizzo di Nino Morelli, ferendolo tra torace e spalla, al culmine di una violenta diatriba familiare. Mentre chi avrebbe fatto da autista, subendo la condanna a 16 anni di reclusione, è Saverio Bevilacqua (tra i due coimputati nessun legame di parentela), «il conducente della Fiat Punto con la quale accompagnava Bevilacqua Damiano, che era palesemente armato e intendeva reagire ad un alterco».

Accusati di truffa all’Asp: raffica di assoluzioni

Il 15 luglio è la volta della sentenza della Corte d’appello che, ribaltando interamente il giudizio di primo grado, assolve da ogni ipotesi di reato Francesco Fischer, Pietro Armando Crinò (ex consigliere regionale), Ermete Tripodi (ex dirigente medico Asp), Caterina Caracciolo, Giuseppe Fischer, Roberta Maria Strangio e lo Studio radiologico Fischer srl di Siderno. Tutti erano erano accusati, a vario titolo e con modalità differenti, di truffa all’Asp di Reggio Calabria e al Servizio sanitario regionale, ma anche di riciclaggio, falso e alterazione di informazioni.

Reggio in processione, Polsi no. Il mese mariano cambia “regole”

Reggio celebra secondo tradizione la sua Patrona, niente da fare invece a Polsi dove i lavori al santuario e quelli nella strada di accesso rendono impossibili i festeggiamenti della Madonna della Montagna. E inevitabilmente la decisione forzata di annullare le celebrazioni innesca proteste e vivaci polemiche. Il 2 settembre, e per la prima volta dopo secoli, la celebrazione non ha luogo presso il tradizionale santuario mariano. La statua della Madonna della Montagna viene trasferita – a 24 ore esatte dall’inizio della cerimonia – da Polsi alla chiesa della Pietà di San Luca, dove arrivano fedeli da ogni angolo della Calabria e, mobilitati a tempo di record, anche da diverse aree della Sicilia.

Tutto secondo l’ormai storico programma, invece, a Reggio. Il 13 settembre un bagno di folla accompagna la discesa del Quadro della Madonna della Consolazione dall’Eremo fino in Cattedrale. L’arcivescovo Fortunato Morrone prova a scuotere le coscienze dei reggini parlando della necessità di pace e dell’impegno civile dei cristiani che «non possono rifiutarsi di andare a votare per poi lamentarsi di quello che non va. Bisogna essere responsabili». Il 16 settembre è il giorno dell’offerta del cervo votivo alla Patrona. Il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, presiede la liturgia pontificale che precede la processione.

E passiamo dal sacro al profano. Festa laica, il 6 settembre, a Reggio dove il Comune conferisce la cittadinanza onoraria al presidente della Fifa, Enzo Infantino. «Questa onorificenza – dice il numero uno della Federazione internazionale che governa il calcio – è per me importante e contribuirà a rafforzare i legami che ho sempre avuto con questa città. Reggio Calabria è la mia città ed è la città di mio padre. Ho qui tanti ricordi».
Ed è di Reggio purosangue anche Pasquale D’Ascola, nuovo primo presidente della Cassazione, nominato dal plenum straordinario del Csm il 4 settembre. Con Piero Gaeta, a sua volta procuratore generale della Cassazione, D’Ascola forma una coppia di reggini ai vertici della magistratura.

’Ndrangheta, scacco al clan Piromalli: 26 arresti a Gioia Tauro

Ventidue in carcere, quattro ai domiciliari e 20 indagati a piede libero: sono i numeri dell’operazione “Res Tauro” messa a segno dai Carabinieri il 23 settembre contro capi e gregari della cosca Piromalli. Tra gli arrestati anche il boss Pino Piromalli, tornato a capo di un triumvirato dopo oltre vent’anni di detenzione al “41bis”. La Dda di Reggio ha ricostruisce più di trenta episodi di estorsione, una “cappa” che opprimeva il tessuto economico.

L’inchiesta è iniziata qualche mese prima della scarcerazione dell’anziano boss ed è poi proseguita negli anni successivi, concentrandosi sulla riorganizzazione e sulla nuova operatività della famiglia di ’ndrangheta della città del porto. Il ritorno in libertà di Pino Piromalli, nel 2021, è stato seguito con grande interesse da parte di magistrati e investigatori, tanto che nelle vicinanze della sua abitazione di Gioia Tauro erano state posizionate 17 videocamere che hanno immortalato, per 4 anni, chi entrava e usciva da casa del boss. Tutto quello che si diceva nella sua abitazione è stato registrato. Pino “Facciazza”, secondo gli inquirenti, avrebbe riaffermato il suo potere sul territorio attraverso una costante pressione estorsiva ai danni di imprenditori ed operatori commerciali nonché attraverso l’alterazione delle aste giudiziarie, al fine di acquisire beni d’interesse della cosca, di rientrare in possesso di beni già confiscati, oppure di ricevere denaro e altre utilità da terzi intenzionati ad aggiudicarsi la procedura. I beni così acquisiti, attraverso complesse operazioni, sarebbero stati intestati fittiziamente a persone compiacenti.

La mattina stessa del blitz, un comunicato “blando” dell’amministrazione comunale innesca un vero e proprio caso. Il procuratore aggiunto Musolino rimprovera a Gioia «una certa mollezza del tessuto sociale».

Giri di valzer in giunta comunale. Il sindaco si congeda dopo 11 anni

In scadenza di mandato ed eletto in Consiglio regionale, il sindaco Giuseppe Falcomatà saluta Reggio dopo 11 anni filati di amministrazione. Ma prima del saluto definitivo, il mese di novembre è tutto un susseguirsi di nomine e polemiche con la sua stessa maggioranza guidata dal Partito democratico.
Dopo giorni e giorni di indiscrezioni, il passaggio ufficiale è del 15 novembre: escono Elisa Zoccali, Paolo Malara e Anna Briante, vengono nominati assessori Annamaria Curatola (deleghe a Istruzione, Università e Pari opportunità), Alex Tripodi (Attività Produttive) e Mary Caracciolo (Cultura). Quest’ultima è stata capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale: il suo ingresso nell’esecutivo per i dem è come un pugno in faccia, inaccettabile. Passano pochi giorni e la stessa Caracciolo si dimette. Intanto Mimmo Battaglia viene nominato vicesindaco al posto di Paolo Brunetti, che mantiene comunque le deleghe in Giunta. «Accetto quest’incarico – dice Battaglia – con lo spirito di servizio che ha sempre contraddistinto la mia attività politica e ho ereditato dalla mia famiglia. Sono orgoglioso di un ruolo che so bene essere impegnativo e ringrazio Giuseppe Falcomatà e il Pd per aver pensato a me come traghettatore dell’amministrazione verso le elezioni. Non mi sottraggo a questa responsabilità, che assumo per contribuire a questo percorso di ritrovata condivisione non solo del nostro partito ma di tutto il centrosinistra».
La bufera investe anche le società in house del Comune. Il 20 novembre Franco Costantino, già assessore ai Lavori pubblici, lascia l’incarico di amministratore di Castore conferitogli soltanto qualche giorno prima con la prospettiva di cambiare forma organizzativa alla società di servizi. Il professionista motiva così suo passo indietro: «Non c’è un clima che mi consentirebbe di lavorare in maniera serena. In Consiglio comunale sono state messe in discussione anche le scelte dell’amministrazione relative ai vertici societari, dunque le decisioni in ambito manageriale. Lo scenario che si è prefigurato mi ha fatto desistere».

L’aeroporto straccia ogni record. In 11 mesi già 900mila passeggeri

L’aeroporto dei record. In attesa che nelle primissime settimane del 2026 sia inaugurata almeno una parte della nuova aerostazione, l’1 dicembre il deputato Francesco Cannizzaro, coordinatore regionale di Forza Italia, rende noto un dato in anteprima: nei primi 11 mesi dell’anno che si chiude oggi il “Tito Minniti” ha raggiunto e superato quota 900mila passeggeri. Surclassato – e nel conto del 2025 manca ancora un mese – il precedente record di 622mila utenti registrato nel 2024. Per quello antecedente, bisogna andare a ritroso fino al 2006, quando si toccò quota 607mila. «Un dato incredibile, un numero enorme, soprattutto se rapportato al triste destino a cui stava per andare incontro questo scalo appena qualche anno fa», commenta Cannizzaro, promotore di diverse misure mirate ed emendamenti per lo sviluppo dell’aeroporto dello Stretto. «È stata superata ogni più florida aspettativa. Il “Tito Minniti” – rimarca ancora il parlamentare reggino – è più vivo che mai… e siamo solo all’inizio della sua rinascita. Merito di una classe dirigente che ci ha creduto, sempre, anche e soprattutto quando le cose andavano male, anzi malissimo». Decisivo il rapporto privilegiato costruito dalla Regione con Ryanair che – fra incentivi e cancellazione dell’addizionale comunale – ha fatto della Calabria una delle proprie nuove basi. Non a caso, nel corso di un incontro con la stampa all’Aircraft Engineering Academy di Azzano San Paolo (Bergamo), alla presenza del Ceo di Ryanair Dac Eddie Wilson e del presidente della Regione Roberto Occhiuto, è stato annunciato che la compagnia aerea irlandese ha deciso di realizzare a Lamezia Terme un centro nevralgico per la logistica e la manutenzione aeronautica.
Il rovescio della medaglia, sul fronte dei trasporti, è rappresentato dagli aumenti choc dei costi per il rientro in Calabria per le festività natalizie e di fine anno. Il caso esplode definitivamente il 3 dicembre con la denuncia del Codacons, a cui si accoderanno altre associazioni e sigle sindacali: viaggiare con voli diretti da Nord a Sud del Paese nei giorni prima del 25 dicembre costa ormai più che fare scalo in una capitale europea. E non va meglio per chi sceglie il treno o il bus: anche in questo caso si registrano rincari molto pesanti. A conti fatti, ad una famiglia di tre persone conviene viaggiare in auto malgrado i costi del carburante. Annunciati esposti ad Agcm, Mr. Prezzi e Art.

 

 

 

 

 

 


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