il 14,47%, sotto la media regionale – Cronache Fermane
Sono 6.541 gli alunni con cittadinanza non italiana nell’ambito territoriale di Ascoli Piceno e Fermo, su un totale di 45.200 iscritti. Un’incidenza del 14,47%, inferiore di 1,10 punti percentuali alla media marchigiana. È il quadro che emerge dai dati diffusi dall’Ufficio scolastico regionale per l’anno scolastico 2026/27: una fotografia che restituisce il peso della presenza straniera nelle scuole del Fermano e del Piceno, considerate nel comunicato come un unico ambito, senza una suddivisione tra le due province.
Nelle Marche gli alunni con cittadinanza non italiana sono complessivamente 29.185 su 187.389 iscritti, pari al 15,57%. L’incidenza più alta si registra a Macerata, con il 18,33%, seguita da Ancona con il 15,68%. L’ambito di Ascoli Piceno e Fermo si colloca al di sotto di entrambi, mentre Pesaro e Urbino presenta il valore più basso, il 14,11%. Il dato regionale comprende anche l’istruzione degli adulti: il perimetro della rilevazione include infatti 208 istituzioni scolastiche, tra cui cinque istituti sede di Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, i Cpia. Escludendo i percorsi dei Cpia, l’incidenza regionale scende al 13%, con 23.264 alunni con cittadinanza non italiana su 178.888 iscritti. Una distinzione necessaria per leggere correttamente i numeri.
Secondo l’Usr, la presenza è ormai strutturale e distribuita sul territorio. Sono 191 su 208 le istituzioni scolastiche che restano sotto il 30% di alunni stranieri. Le concentrazioni più elevate interessano diciassette sedi, cinque delle quali ospitano un Cpia, rivolto per sua natura a un’utenza adulta e in larga parte straniera. Al centro delle azioni descritte dall’Ufficio scolastico c’è l’apprendimento dell’italiano come seconda lingua. Dall’anno scolastico 2025/26 i docenti specializzati della classe di concorso A-23 sono entrati anche nelle scuole secondarie. A questo intervento si affiancano laboratori linguistici, corsi pomeridiani, sportelli di italiano per lo studio e tutoraggio tra studenti.
Il lavoro coinvolge anche le famiglie. I Cpia organizzano percorsi di alfabetizzazione e apprendimento dell’italiano frequentati anche dai genitori, mentre le collaborazioni tra scuole, Comuni e terzo settore comprendono corsi per le mamme in orario scolastico, mediazione e incontri sul funzionamento del sistema di istruzione. L’obiettivo è rendere più semplice il rapporto con la scuola, dalla lettura delle comunicazioni alla partecipazione ai colloqui. «La situazione nelle Marche è nell’insieme positiva, e lo è grazie alle buone pratiche che le nostre scuole hanno messo in atto con competenza, continuità e dedizione», afferma la direttrice generale dell’Usr Marche, Donatella D’Amico.
La richiesta è ora di rafforzare la presenza dei docenti specializzati e la collaborazione con gli enti locali. Tra le possibilità indicate da D’Amico figura anche un trasporto scolastico che favorisca una distribuzione più equilibrata degli alunni stranieri tra le scuole del territorio. Una proposta rivolta al sistema regionale, per affrontare le concentrazioni più elevate attraverso un impegno condiviso tra scuola e comunità.
Source link





