Abruzzo

IDRICO: PRIMA LO SCONTRO POI LA PACE DI FACCIATA. SOSPIRI E BIONDI, “LITE? FANTASIE ABRUZZOWEB” | Notizie di cronaca

L’AQUILA – “Non c’è alcuno scontro sul futuro della gestione dell’acqua in Abruzzo, non ci sono ‘feudi’ o ‘centri di potere’ da preservare né battaglie interne al centrodestra tra i sottoscritti, ricostruzioni che sono frutto della fantasia dell’anonimo estensore dell’articolo”. Ed ancora: ‘non c’è nessuna tensione politica’”.

Da nemici politici giurati, da anni e su molte questioni, compresa l’ultima, quella sulla complessa e divisiva riforma del ciclo idrico integrato, per un momento e non si sa per quale motivo, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, presidente dell’Anci Abruzzo e responsabile nazionale Enti locali di Fdi, hanno deciso di trovare un’intesa, dai contorni molto traballanti, e di annunciare alla collettività una pace che più di facciata non si può: dopo una giornata di riflessione, con una nota congiunta dai toni violenti contro questa testata, hanno bollato come fantasiosa la ricostruzione di Abruzzoweb (Qui il link), parlando di inesistenti “guerra tra bande” e “fantomatici contatti con operatori privati”, affermazioni, queste sì fantasiose, che infatti non trovano posto nell’articolo che ha solo raccontato retroscena e, secondo quanto si è appreso, fatto saltare i nervi, per la verità più al potente sindaco dalla fulminea carriera dopo essere stato il primo cittadino del piccolo comune di Villa Sant’Angelo, che al tre volte consigliere regionale azzurro.

Quindi tra i due ex litiganti, il primo pescarese nipote d’arte, il secondo aquilano, ora la colpa della confusione, delle innegabili tensioni e delle profonde differenti vedute in un comparto ricco e in passato centrale di sprechi, secondo i due prodi, sarebbe legata all’articolo di Abruzzoweb.

A nostro avviso, sarà dura spiegarlo e farlo credere agli abruzzesi, ormai abituati ad un centrodestra litigioso e mai squadra, costituito da tanti big che si comportano come primattori.

Il singolare caso è scoppiato mentre nella commissione congiunta Bilancio e Ambiente del Consiglio regionale stanno entrando nel vivo le audizioni dei molti attori del delicato settore, un novero che ancora non comprende l’Ersi (Ente regionale per il sistema idrico) con il suo presidente, Luigi Di Loreto, che ancora non viene ascoltato.

Questa testata ha parlato di profonde spaccature in seno alla maggioranza regionale di centrodestra chiamata a decidere in fretta una riforma che per i più dovrebbe affrontare la liberalizzazione del mercato prevista con le gare nel 2027 con un assetto che possa garantire l’acqua pubblica e allontanare lo spauracchio di player privati, qualora il nuovo sodalizio pubblico non reggesse il confronto. Rispetto ad Acea questo giornale non ha parlato di contatti, ma di un gruppo, non sparuto per la verità, di esponenti politici, anche di FdI, che nelle riunioni e nei corridoi, avrebbe parlato del colosso come possibile player privato.

E da Abruzzoweb non c’è stata nessuna illazione o retropensiero rispetto alla volontà di percorsi non trasparenti. Ma è importante affermare che nella nota non si chiarisce il dilemma acqua pubblica o privata, entrambe ipotesi percorribili.

Sospiri, che pure ha rotto gli indugi presentando la prima proposta di legge di riforma con l’ipotesi di due ambiti, dai sei attuali, e Biondi, entrambi 50enni e con un passato a destra, avviati verso la candidatura utile in Parlamento, nella nota hanno privilegiato trasmettere il messaggio di andare d’amore e d’accordo piuttosto che entrare nel merito dei principi che ispirano la loro azione riformatrice.

Quindi i due big, da nemici si sono trasformati, per l’occasione, in fieri alleati, bocciando l’articolo pubblicato da AbruzzoWeb con l’accusa di essere narratore di ricostruzioni fantasiose su “un tema troppo importante per essere banalizzato in una inesistente guerra tra bande e in fantomatici contatti con operatori privati”. Sottolineando che non c’è “alcuna tensione”.

Non sfuggirà agli abruzzesi lo sforzo profuso dai due, che giornalmente si affrontano a muso duro, nel mettere in discussione la ricostruzione di un giornale che preferisce agire con trasparenza e raccontando ciò che accade, anziché organizzare siparietti improvvisati di condivisione con un comunicato di facciata, che per la verità è più in linea con lo stile audace e accentratore del potente primo cittadino del capoluogo di regione rispetto alla figura più politica dell’altrettanto potente conduttore della più importante assise abruzzese Sospiri.

Altra curiosità: nel comunicato congiunto inviato dall’ufficio stampa dell’Anci Abruzzo, Biondi firma come sindaco dell’Aquila e non da presidente dell’associazione dei comuni d’Abruzzo, ruolo nel quale dovrebbe difendere strenuamente l’acqua pubblica.

E, si conferma ancora, che nessuno dei due ha smentito le voci, ripetiamo provenienti da ambienti politici, di un coinvolgimento di Acea spa, colosso misto pubblico-privato, i cui azionisti sono Roma Capitale, l’azienda francese Suez e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, a capo del colosso delle costruzioni costruttore ed editore anche dei quotidiani Il Messaggero e Il Mattino.

Una strada che trova molte resistenze nel centrodestra e in particolare in Forza Italia visto che la bozza di riforma, a firma proprio del presidente Sospiri, prevede due sub ambiti pubblici dai sei attualmente in esercizio: Aca di Pescara, Sasi di Lanciano, Saca di Sulmona, Ruzzo di Teramo, Cam di Avezzano e la Gran Sasso acqua dell’Aquila. Questo perché le società hanno come unica speranza di sopravvivere al mercato quella di unirsi, puntando su un fatturato di almeno 300 milioni di euro per evitare di essere rimpiazzate da grandi player.

Nel loro pensiero congiunto Sospiri e Biondi non sono riusciti comunque a fugare i dubbi innescati nella collettività abruzzese, in particolare, sullo status pubblico di un patrimonio inestimabile come l’acqua e, soprattutto, sulla privatizzazione di un bene che vede, come sottolineato in ambienti politici di centrodestra, interessato il gruppo dell’imprenditore Caltagirone. (b.s.-a.c.)

 

Di seguito la nota completa.

 

“Non c’è alcuno scontro sul futuro della gestione dell’acqua in Abruzzo, non ci sono ‘feudi’ o ‘centri di potere’ da preservare né battaglie interne al centrodestra tra i sottoscritti, ricostruzioni che sono frutto della fantasia dell’anonimo estensore dell’articolo”, scrivono in una nota congiunta il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“La gestione del ciclo idrico integrato è un tema troppo importante per essere banalizzato in una inesistente guerra tra bande e in fantomatici contatti con operatori privati. Mai avuti, e sarebbe stato strano il contrario visto che l’eventuale loro coinvolgimento, di cui non si è discusso, dovrebbe seguire le procedure ad evidenza pubblica”.

“C’è una proposta di legge su cui è chiamata a esprimersi in piena autonomia l’assise dell’Emiciclo su cui sarà fondamentale, però, il contributo dei sindaci”.

“A tal proposito, l’Associazione dei comuni abruzzesi si è già riunita lo scorso 2 ottobre a Penne e ha stabilito di avviare un percorso condiviso, con la costituzione di un gruppo di lavoro misto politico-tecnico che sarà chiamato a dare il proprio contributo con un unico obiettivo: ottimizzare i costi del servizio, garantire pari dignità a tutti i territori, efficientare la gestione di adduzioni, reti, distribuzione e sistemi di depurazione”.

“Il medesimo obiettivo che si è dato la Regione Abruzzo, motivo per il quale, ribadiamo, non c’è alcuna ‘tensione’”.

 

 

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