I tifosi del Venezia non possono andare a Padova e protestano anche i tifosi del Padova
La trasferta dei tifosi del Venezia per il derby di Serie B a Padova, in programma sabato, è stata vietata da un’ordinanza del prefetto Giuseppe Forlenza. La decisione è stata resa nota nella tarda mattinata di ieri, dopo il confronto con il questore Marco Odorisio e la conclusione della procedura valutativa prevista per gli eventi considerati a rischio. Il provvedimento arriva otto giorni dopo la determinazione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che aveva inserito la partita tra quelle da sottoporre all’attenzione del Casms per l’eventuale adozione di misure restrittive.
Il lungo intervallo trascorso dal primo intervento dell’Osservatorio aveva lasciato supporre che la gara potesse svolgersi con la presenza di entrambe le tifoserie, anche alla luce del fatto che, in un caso analogo, il divieto imposto ai sostenitori del Vicenza per la sfida con l’Union Brescia era stato emanato già il giorno successivo alla segnalazione. La decisione definitiva è però arrivata solo ieri, chiudendo ogni margine di incertezza e generando immediate reazioni da parte dei tifosi di entrambe le squadre.
L’ordinanza vieta l’acquisto dei biglietti a tutti i residenti nelle province di Venezia e Treviso, scelta motivata dalla presenza di una consistente parte del tifo lagunare nell’area di Mogliano Veneto. È previsto tuttavia un meccanismo che consente ai sostenitori del Padova residenti nelle stesse province di accedere ai settori locali: potranno farlo soltanto sottoscrivendo il programma di fidelizzazione del club biancoscudato, quindi tramite la fidelity card della società. La capienza complessiva dei settori destinati ai tifosi padovani resta fissata a 8.165 posti.
La misura arriva in un contesto in cui l’attenzione verso gli episodi di violenza legati allo sport è particolarmente elevata. Negli ultimi giorni, infatti, il clima è stato segnato dalle conseguenze dell’aggressione costata la vita all’autista di un pullman che trasportava tifosi della squadra di basket di Pistoia, colpito da sassi lanciati da alcuni supporter avversari nei pressi di Rieti. Un episodio che ha riportato in primo piano il tema della sicurezza attorno agli eventi sportivi e che ha contribuito a irrigidire l’approccio delle autorità.
Nel caso specifico del derby veneto, la valutazione degli organi competenti si è concentrata su tre fattori principali. Il primo riguarda un precedente recente: durante l’estate, gruppi di tifosi di Venezia e Padova erano stati coinvolti in una violenta rissa, episodio che aveva ulteriormente acceso il livello di attenzione sul rapporto tra le due tifoserie. Il secondo elemento è rappresentato dalla concomitante presenza a Padova, sabato, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in città per una serie di appuntamenti istituzionali. Il terzo aspetto riguarda l’apertura dei seggi per le elezioni regionali, che richiederà un impegno straordinario delle forze dell’ordine.
La combinazione di questi fattori ha portato a ritenere che l’eventuale presenza dei tifosi ospiti potesse generare criticità difficili da gestire, soprattutto in un fine settimana caratterizzato da un forte carico operativo per le autorità di pubblica sicurezza. Per contro, il divieto arriva in coincidenza con il recente completamento degli interventi richiesti proprio sulla curva nord ospiti, dove sono stati installati 1.500 nuovi seggiolini destinati ai supporter veneziani, settore che resterà ora inutilizzato.
La decisione ha provocato forti polemiche. Gli ultras del Padova hanno annunciato uno sciopero del tifo per i primi venti minuti del derby, definendo il divieto una scelta che comprometterebbe il senso stesso dell’evento e che, a loro giudizio, rappresenterebbe una rinuncia preventiva alla gestione dell’ordine pubblico. Il gruppo sostiene che, dopo importanti interventi strutturali volti a migliorare la sicurezza dello stadio, la mancata apertura della curva ospiti trasformerebbe il derby in una partita priva della sua carica emotiva e penalizzerebbe migliaia di appassionati.
Dal fronte veneziano emergono valutazioni altrettanto critiche. All’interno del club Arancioneroverde Lido si ritiene che la misura sia ingiusta e che colpisca in modo sproporzionato tifoserie che attendevano il derby da otto anni. Alcuni rappresentanti sottolineano che molti sostenitori avevano già organizzato la trasferta e che la squadra si ritroverà priva del supporto esterno, elemento considerato determinante anche alla luce dei risultati ottenuti al Penzo nelle ultime stagioni. La scelta viene interpretata come un’ulteriore penalizzazione nei confronti di squadre ritenute meno influenti nel panorama nazionale, in un campionato che negli ultimi anni ha aumentato gli standard di sicurezza e organizzazione.
Nei commenti delle due tifoserie emerge un malcontento diffuso, alimentato dalla percezione che la misura penalizzi sia la cornice di pubblico sia l’equilibrio sportivo della gara. A questo si aggiungono i tempi ristretti della prevendita, ridotta a soli tre giorni, che secondo i gruppi organizzati inciderebbero ulteriormente sull’accesso allo stadio.
Con l’ordinanza ormai operativa, il derby si svolgerà dunque senza la presenza dei supporter lagunari, in uno stadio che presenterà un settore ospiti completamente vuoto nonostante i recenti lavori di adeguamento. Le forze dell’ordine saranno impegnate in un dispositivo straordinario sia per l’evento sportivo sia per le concomitanti attività istituzionali ed elettorali. La partita, attesa da anni, si terrà così in un clima segnato da polemiche e contestazioni, mentre resta aperto il dibattito sul bilanciamento tra sicurezza, partecipazione e tutela della dimensione sportiva nei derby ad alta intensità emotiva.
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