i soldi presi dal conto del fratello di cui era amministratore di sostegno

MATELICA – Nominato amministratore di sostegno del fratello, si sarebbe appropriato nell’arco di sedici mesi, di circa 121mila euro. È quanto ricostruito dal pubblico ministero Enrico Barbieri che ha contestato a un 79enne di Matelica il reato di peculato. Ieri per l’uomo era fissata l’udienza preliminare in Tribunale a Macerata dinanzi al gup Giovanni Maria Manzoni e al pubblico ministero Rosanna Buccini, ma l’udienza è stata rinviata al prossimo 22 aprile.
La ricostruzione
I fatti finiti al centro del procedimento risalgono agli anni 2021- 2022. In base a quanto ricostruito dalla Procura a metà marzo 2021 l’imputato era stato nominato amministratore di sostegno del fratello per assisterlo curando il suo patrimonio e la sua persona. Dopo qualche tempo però uno dei figli dell’assistito si sarebbe accorto di anomalie nella gestione dei soldi del padre, lo zio non avrebbe effettuato dei pagamenti necessari per la cura dell’anziano, tra i quali lo stipendio al badante. Insospettitosi, aveva chiesto al giudice tutelare di nominare un altro amministratore di sostegno e così era avvenuto.
Il subentro
Il nuovo amministratore subentrato al fratello dell’anziano, un avvocato di Ancona, ha quindi controllato i conti dell’assistito notando dei prelievi sospetti e segnalando la circostanza sia al giudice tutelare sia alla Procura dando così il via alle indagini. Nel corso degli accertamenti è emerso che l’ex amministratore dal 29 marzo 2021 al 6 luglio del 2022 avrebbe eseguito numerosi prelievi da un conto corrente del fratello per 63.120 euro complessivi. Da un altro conto, tra il 7 giugno del 2021 e il 24 novembre dello stesso anno, avrebbe fatto sia prelievi sia bonifici in suo favore con causale “rimborso”, per complessivi 57.970 euro. Controllando il patrimonio dell’anziano il nuovo amministratore avrebbe trovato prelievi di ogni importo, da 5 euro a 1.500 euro, alcuni fatti anche nello stesso giorno (un giorno avrebbe prelevato prima 20 euro e poi 980 euro, in un altro si sarebbe fatto tre bonifici, uno da mille, uno da 300 e uno da 400 euro).
Una volta concluse le indagini il pm aveva chiesto nei confronti del 79enne matelicese l’emissione del decreto che dispone il giudizio. Ieri, su richiesta del difensore dell’imputato, l’avvocato Giorgio Panebianco, il gup ha disposto un rinvio al prossimo 22 aprile. In aula c’erano anche gli avvocati Narciso Ricotta e Vando Scheggia che tutelano i figli della persona offesa (nel frattempo venuta a mancare) che vivono a Jesi e Sant’Elpidio a Mare. Nella prossima udienza si costituiranno parte civile.




