I sindacati di Polizia a Pisani dopo gli scontri: “Lacrimogeni non bastano contro i terroristi”
«Lacrimogeni e idranti non bastano più contro quei terroristi»: è la sentenza dei sindacati Siulp, Sap, Coisp e Fsp, che ora chiedono nuove dotazioni e regole più stringenti per fermare i manifestanti violenti. Una richiesta presentata al capo della polizia Vittorio Pisani, che ieri ha fatto visita al Reparto mobile di Torino dopo gli scontri di sabato al corteo in sostegno ad Askatasuna.

Al ritorno a Roma, Pisani ha “inoltrato” tutto al Consiglio dei ministri che sta decidendo una nuova stretta sulla sicurezza: «Quei manifestanti appaiono organizzati secondo logiche e tecniche paramilitari, equipaggiati per attentare alla vita delle forze dell’ordine – scrivono in una nota i quattro sindacati di polizia – Per questo servono equipaggiamenti moderni e innovativi». I rappresentanti degli agenti vogliono anche una revisione delle leggi, proprio come ipotizzato dal governo. Si parla di istituire il fermo preventivo, per esempio: «Noi abbiamo chiesto un intervento normativo serio e incisivo, che superi logiche simboliche e preveda reali sanzioni penali. In particolare, l’arresto differito andrebbe reso pienamente efficace e assimilato a quello già previsto per le manifestazioni sportive, prevedendo l’obbligatorietà in arresto nei casi di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Le misure devono includere pene detentive e percorsi di rieducazione, anche per i minorenni, con coinvolgimento diretto delle famiglie, anche sotto il profilo della responsabilità economica».
I sindacati chiedono che Askatasuna resti chiuso e che vengano impedite le future manifestazioni antagoniste ai cantieri Tav, considerata la rilevanza strategica dell’opera e le esperienze del passato. Poi criticano il sindaco Stefano Lo Russo e le sue parole durante il Consiglio comunale di lunedì, quando ha detto di aspettarsi «uno Stato che sappia intervenire e prevenire, soprattutto quando il rischio è conosciuto». Siulp, Sap, Coisp e Fsp parlano di «critiche inaccettabili senza una preventiva assunzione di responsabilità politica».
E ribadiscono: «Sarebbe stato doveroso condannare senza ambiguità la partecipazione di consiglieri comunali che hanno preso parte a una manifestazione sfociata in violenze e devastazioni. Rappresentano un grave atto di irresponsabilità verso la cittadinanza, legittimando un contesto che ha prodotto feriti, danni all’arredo urbano e insicurezza generale».
Però sono gli stessi delegati a proporre di riorganizzare i servizi di ordine pubblico, finiti nel mirino dopo quanto successo sabato nel “chilometro di guerriglia” di corso Regina Margherita. Dove i manifestanti si sono presi lo spazio rimasto libero fra il Rondò Rivella e il blocco delle forze dell’ordine davanti al centro sociale: «Bisogna rendere la catena di comando più coordinata, funzionale e rispondente alle necessità operative. Deve essere come sempre pronta ed efficace nel tutelare i poliziotti sul terreno, garantendo supporto, coordinamento e protezione in ogni fase dell’intervento». L’ultima richiesta è il riconoscimento della Questura di Torino come questura di prima fascia, «al pari di quelle caratterizzate da elevatissime criticità sul piano della criminalità e dell’ordine pubblico». I sindacati citano le parole del procuratore generale Lucia Musti all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025: «Torino è da considerarsi la capitale dell’antagonismo: dev’essere trattata, anche a livello di prevenzione e repressione, con risorse, organici, mezzi e strumenti adeguati».
Source link




