I segreti del Catanzaro? Pragmatismo e pazienza
Il pragmatismo ha permesso la svolta. Aquilani e il Catanzaro sono cresciuti insieme un passo alla volta, individuando l’assetto e gli equilibri giusti, provando, sbagliando, imparando e ripartendo. Ma forse non sarebbero andati così bene se a un certo punto non fossero diventati anche concreti e, appunto, pragmatici. Dai test di inizio a stagione che sembravano non portare da nessuna parte alla compiutezza di fine 2025, premio al lavoro del tecnico e dei calciatori come alla fiducia e alla pazienza della società, che non si è fatta prendere dalla smania di cambiare quando i risultati non arrivavano. E ha avuto ragione.
Dopo la vittoria con il Cesena Aquilani ha risposto a una domanda dicendo che probabilmente non era questo il Catanzaro che immaginava. Nel senso che in estate pensava di poter fare un calcio se non diverso, almeno con una formazione diversa. Dopotutto era partito in ritiro con la difesa a quattro e ipotizzando dietro a Iemmello una batteria di trequartisti per un 4-2-3-1 sul quale era stato calibrato il mercato estivo e con il quale i giallorossi erano scesi in campo alla prima giornata, contro il Sudtirol.
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