i residenti chiedono la riapertura
Da oltre due anni Via Vizzini è un punto fermo del quartiere Borgata Finocchio: chiusa al traffico, barricata, inutilizzabile. La causa è nota, risale al 25 settembre 2024, quando un muro perimetrale cedette sotto il peso di sé stesso o di qualche sollecitazione esterna. Quel crollo segnò la fine della percorribilità della strada e iniziò una serie di disagi che ancora oggi non trovano risoluzione.
Residenti e attività commerciali vivono una situazione che va oltre l’inconveniente quotidiano. Percorsi alternativi allungano i tempi degli spostamenti. La viabilità su Via Casilina — già fortemente congestionata per sua natura — subisce ulteriori pressioni perché il traffico dirottato dalla strada chiusa si riversa su un asse che non può assorbirlo. Una catena di conseguenze che parte da un muro crollato e arriva fino alla qualità della vita delle persone.
Due anni senza risposte
È inaccettabile che, dopo tutto questo tempo, non siano stati ancora comunicati ai cittadini tempi certi per la riapertura. La frase viene da chi ha provato a capire cosa succede dietro le quinte dell’amministrazione e non ha trovato risposte chiare.
Il Municipio VI ha più volte sollecitato gli uffici competenti, invii formali seguiti da silenzio o promesse. Ma nessuna soluzione definitiva è arrivata. La questione resta sul tavolo, sospesa tra responsabilità non definite e cronoprogrammi mai scritti.
Per questo motivo la decisione presa recentemente: portare la questione all’attenzione del Campidoglio, attraverso un’interrogazione presentata in Assemblea Capitolina dal consigliere Carpano. Non una novità assoluta, ma l’ultimo tentativo di un percorso fatto di solleciti ignorati e scadenze saltate.
Cosa si chiede al Campidoglio
La richiesta è precisa, articolata su più punti. Chiedere all’Amministrazione di chiarire le ragioni di questo ritardo è il primo passo. Indicare le responsabilità degli interventi di messa in sicurezza viene dopo: chi ha deciso cosa? Quando? Per quali motivi?
Indicare un cronoprogramma preciso per il ripristino della circolazione è la terza domanda. E vale quanto tutte le altre insieme. Senza un calendario dei lavori non ci sono impegni reali, solo parole che svaniscono nel vento.
Occorre inoltre valutare misure temporanee per limitare i disagi ai residenti. Anche se la strada resta chiusa, si può mitigare l’impatto: parcheggi alternativi, servizi di trasporto, soluzioni che non siano l’ennesimo «si sta lavorando».
Una responsabilità che deve essere assunta
«I cittadini di Finocchio non possono continuare a pagare le conseguenze di una situazione irrisolta da oltre due anni», dichiarano Francesco Carpano e Andrea La Fortuna. È un’affermazione che non ammette replica: la responsabilità deve essere assunta da qualcuno.
Roma Capitale deve individuare una soluzione e restituire al quartiere un collegamento viario importante per la mobilità quotidiana. Non si tratta di un lusso, ma di un servizio essenziale. Via Vizzini non è una strada qualsiasi: è un nodo del quartiere, un asse che connette punti vitali. Chiuderla significa tagliare una vena della comunità.
La posizione delle istituzioni locali
La dichiarazione congiunta è firmata da due voci istituzionali: Francesco Carpano, consigliere capitolino di Forza Italia, e Andrea La Fortuna, vicepresidente della Giunta del Municipio Roma VI. Due ruoli diversi, ma un’unica posizione sulla questione.
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