Liguria

i quattro scenari per lo stadio di Genova secondo Genoa e Sampdoria – Lavocedigenova.it

Restyling dell’esistente, demolizione e ricostruzione nello stesso luogo, nuovo stadio in un’altra zona della città oppure nessun intervento di nessun tipo: sono i quattro scenari per il futuro dello stadio di calcio di Genova, prospettati dalla società Genova Stadium srl, la realtà che riunisce in maniera paritaria sia il Genoa che la Sampdoria e che si è formata proprio con la prospettiva di essere un soggetto unico atto a trattare con il Comune di Genova per il futuro di un impianto sportivo in città. 

Le quattro ipotesi sono contenute in un documento intitolato ‘Proposta di ammodernamento e riqualificazione dello stadio comunale Luigi Ferraris di Genova’ che è stato presentato da Genova Stadium alla Giunta Comunale al fine di ottenere da Palazzo Tursi la dichiarazione di interesse pubblico, tassello fondamentale per portare avanti l’operazione in base alla Legge Stadi

La Giunta Salis ha approvato con un’apposita delibera l’interesse pubblico e ora Genoa e Sampdoria potranno andare avanti sulle ipotesi progettuali. È di quasi quattrocento pagine il dossier che Genova Stadium ha inviato al Comune di Genova, comprensivo del documento di fattibilità delle alternative progettuali e del piano economico e finanziario sullo scenario prescelto che è, come più spesso ripetuto anche dalla sindaca stessa, il restyling dell’esistente. 

Improbabili, invece, tutti gli altri percorsi, ma è interessante, leggendo le carte, conoscerne il perché. Tutto il dossier è firmato da Officina Architetti (ovvero lo studio di Hembert Penaranda che funge da capofila dell’intera operazione), Rtp Architetti e Buromilan, una società di ingegneria con oltre quarant’anni di esperienza nella progettazione di opere civili, commerciali, industriali e infrastrutturali. 

Secondo i progettisti, l’opzione zero “ossia la mancata realizzazione dell’intervento, non è soltanto una scelta passiva, ma rappresenta un’opzione che potrebbe compromettere il futuro sviluppo e la sostenibilità del quartiere di Marassi e della città di Genova nel loro complesso. Optare per il mantenimento dello status quo significherebbe negare alle comunità locali l’opportunità di beneficiare di infrastrutture moderne e funzionali, limitando così il potenziale di crescita economica e sociale della zona”.

Quanto all’alternativa che prevede la demolizione e ricostruzione dello stadio, “questa solleva una serie di questioni e criticità che richiedono un’attenta considerazione. Sebbene offra la possibilità di realizzare una struttura nuova, tale opzione comporta rischi e incertezze legati ai tempi di realizzazione prolungati e agli impatti ambientali. Inoltre, va considerato che questa alternativa non consentirebbe la costruzione di uno stadio con una capacità superiore a 20000-25000 posti, risultando quindi meno conveniente in termini di capacità di spettatori. Altresì, la perdita di identità storica e il distacco dalle radici culturali potrebbero generare una frattura nel tessuto sociale della comunità, minando il senso di appartenenza e la coesione territoriale”.

Anche la delocalizzazione, ovvero lo stadio in un’altra parte della città (vengono elencate nello studio l’Aeroporto, l’ex ColisaTrasta, la Fiera di Genovapiazzale KennedyCalata SanitàCornigliano ex IlvaCampassoErzelli, piane vallive interne di Bolzaneto“risulta oggi difficilmente praticabile, poiché presuppone il verificarsi congiunto di condizioni non riscontrabili con sufficiente certezza nel contesto genovese: disponibilità immediata di un’area continua e idonea, assenza di vincoli aeroportuali/portuali non superabili, copertura finanziaria certa per il potenziamento del Tpl e delle opere di accessibilità, nonché un iter autorizzativo condiviso tra enti con contenimento del rischio di contenzioso. Nel breve-medio periodo, la concomitanza di tali presupposti appare poco probabile, con ricadute rilevanti su tempi, costi e affidabilità del percorso. A ciò si somma l’impatto urbano e identitario della dismissione del ‘Luigi Ferraris’, che richiederebbe un progetto parallelo di rigenerazione e rifunzionalizzazione per evitare effetti regressivi su attrattività, flussi economici e presidio del quartiere. Pur consentendo in teoria un impianto nuovo pienamente conforme e progettato senza compromessi, l’insieme delle criticità localizzative, infrastrutturali, procedurali e urbane conduce a una valutazione non favorevole, risultando meno governabile rispetto alle alternative di intervento sull’impianto esistente”.

Ecco allora che il restyling rimane la strada migliore da praticare: “Attraverso il progetto di ammodernamento e ristrutturazione dello stadio esistente, si prospetta non solo il superamento delle attuali limitazioni strutturali e normative, ma anche la creazione di un polo attrattivo e multifunzionale in grado di stimolare lo sviluppo urbano e incrementare l’attrattività della zona per residenti e visitatori. La conformità agli standard Uefa rappresenta un requisito imprescindibile per garantire la partecipazione a eventi sportivi di portata internazionale, contribuendo così alla promozione della città e al suo inserimento nel contesto globale”. 

Ed ecco i quindici punti cardine della proposta. 

1. Realizzare un progetto di ammodernamento che consenta allo stadio di ottenere la certificazione Uefa di Categoria 4, soddisfacendo così i requisiti necessari per ospitare competizioni internazionali e in particolare rendendo l’impianto idoneo ad essere candidato ad ospitare il Campionato Europeo di Calcio ‘Euro 2032’.

2. Integrare in modo diretto lo stadio con il quartiere circostante, introducendo nuove attività che possano servire la comunità anche al di fuori degli eventi sportivi, ad esempio aprendo lo stadio durante tutta la settimana per offrire servizi ed intrattenimento.

3. Realizzare un progetto ecosostenibile nel rispetto dell’ambiente. Includere soluzioni di energia rinnovabile per rendere lo stadio attivo nella produzione di energia.

4. Valorizzare la struttura architettonica esistente dello stadio Luigi Ferraris, minimizzando gli interventi garantendo un’integrazione armoniosa dei nuovi elementi architettonici, rispettando l’importanza dell’edificio che ad oggi fa parte del quartiere ed è memoria storica del luogo. Saranno analizzati gli aspetti critici in favore di nuove scelte architettoniche che valorizzino la struttura sportiva.

5. Considerare lo sviluppo urbano della città. Integrare le nuove iniziative urbane della zona in un progetto unificato, promuovendo la connettività e la sinergia con il quartiere.

6. Riqualificare lo spazio pubblico circostante lo stadio. Rivalutare le sistemazioni esterne allo stadio quale uno dei temi principale del progetto. Oltre a dotare lo stadio dei requisiti per l’ottenimento per la categoria 4 Uefa si vogliono inserire nuove attività a servizio del quartiere e, durante la partita, a servizio dello stadio accessibili sette giorni alla settimana: attività quali spazi per il tempo libero (palestre, leisure, ristoranti e bar, negozi, punti vendita ed esercizi commerciali, fan store), per attività culturali, ricreative, educative e di intrattenimento, centri di medicina per lo sport (anche specializzati per bambini e ragazzi che praticano attività sportive), spettacoli, convegni, etc. Il tutto con esclusione di grandi strutture di vendita quali supermercati alimentari o grandi centri commerciali.

7. Creare nuovi servizi interni allo stadio, come Sky Box, zone di F&B e servizi igienici. Rimodernare il sistema di circolazione interna allo stadio per migliorare l’esperienza degli spettatori e garantire un flusso efficiente.

8. Realizzare il progetto di ristrutturazione durante il periodo di pausa del campionato di calcio, in modo da evitare la chiusura dello stadio durante le partite. Il processo di progettazione dovrà essere condotto sulla base di queste esigenze.

9. Il raggiungimento della categoria 4 (Uefa) dovrà mantenere il più possibile lo stesso numero di posti disponibili dello stadio.

10. Inserimento della Villa Musso-Piantelli e della relativa area adibita a giardino nell’ambito dell’intervento con l’obiettivo di restituirle centralità, integrandola pienamente nel tessuto urbano nonché favorire il rapporto diretto dello stadio con corso De Stefanis in termini di accessibilità degli spettatori, accessibilità servizi di parcheggi.

11. Riportare nella città di Genova la possibilità di ospitare grandi concerti/eventi. Si prevede di migliorare l’accessibilità per i mezzi pesanti durante l’allestimento di eventi come concerti e spettacoli, mediante l’integrazione di ponti levatoi che verranno utilizzati solo quando necessario.

12. Apertura delle cancellate durante la settimana. Riprogettazione del piazzale attraverso il riposizionamento delle cancellate e la creazione di uno spazio più flessibile.

13. Garantire alle società sportive attualmente usufruenti dello stadio (Genoa e Sampdoria) di avere ciascuna il proprio spogliatoio all’interno dell’impianto.

14. Ottimizzare le gradinate dedicate agli ospiti: Accorpamento delle due gradinate (gabbie) in un unico settore. Tale obiettivo ottimizza il valore economico della tribuna ovest ed inoltre ridistribuire le due zone destinate agli ospiti in un’unica area, permette un miglioramento complessivo nella gestione degli ospiti a livello cittadino.

15. Adeguare la scala urbana dello stadio all’ambiente circostante, analizzando il ‘modulo’ dei blocchi urbani adiacenti ed intervenendo sulla ‘frammentazione’ della facciata ovest dell’edificio in modo coerente con il contesto.




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