«I pazienti la sua famiglia»

ANCONA La città saluta uno dei suoi professionisti più stimati. Fabio Mondaini, 74 anni, psicoterapeuta in pensione, è venuto a mancare tre giorni fa all’ospedale regionale di Torrette, dove era ricoverato da poco meno di ventiquattro ore a causa di un malore. La notizia si è diffusa rapidamente in città, lasciando sgomenti colleghi e pazienti che per anni avevano trovato in lui un punto di riferimento solido e discreto.
Nato nel 1951, Mondaini aveva lavorato per circa quindici anni come dirigente medico al Dipartimento di Salute mentale dell’ex ospedale Murri di Jesi, prima di dedicarsi completamente alla libera professione. Negli anni Novanta ha fondato ad Ancona lo studio “Percorsi”, in Viale della Vittoria, insieme ad alcune colleghe, scegliendo di concentrare il proprio impegno sul disagio psicologico e sulla psicoterapia. «Era un carissimo amico da trentacinque anni – ricorda la psicoterapeuta Marisa Campanelli – ci siamo conosciuti quando ero tirocinante. È stato un maestro, mi portava con sé anche nei casi più complessi.
Era un esperto riconosciuto. Molti colleghi hanno imparato da lui».
Un professionista riservato, poco incline all’esposizione pubblica. «Amava lavorare con i pazienti, non i convegni». Mondaini non si era mai sposato e viveva quasi interamente per il lavoro. «Diceva spesso che i suoi pazienti erano la sua famiglia», racconta Campanelli. E sono proprio loro, in queste ore, a cercare modi per ricordarlo e onorare il percorso fatto insieme. Tra loro, la procuratrice presso il Tribunale dei minori di Ancona, Cristina Tedeschini. «In passato mi ha aiutato ad affrontare lutti molto pesanti, per me e per molti è stato un punto di riferimento importante. Era empatico e positivo, ma con un’etica rigidissima: per strada non mi salutava, il rapporto terapeutico doveva restare protetto. Non siamo amici, diceva, è così che posso aiutarla davvero. Non lo dimenticherò mai». Il funerale non è ancora stato fissato.




