I nuovi trend e le destinazioni più ambite per il 2026: dalla Sardegna al Tagikistan
Il vero cambiamento è la predisposizione all’ascolto di ciò che abbiamo intorno, questa è una delle ragioni della crescita dei solo traveler, anche tra chi non è single. Succede a Barbara Grosso, mamma di tre figlie, e direttore generale della Fondazione Il Secolo XIX , l’unica italiana legata a un quotidiano con la missione di fare cultura, formazione e aggiornamento in maniera proattiva anche attraverso l’archivio, come accade negli Stati Uniti con il New York Times . La Grosso racconta: «Quando devo scegliere il prossimo luogo dove andare da sola, c’è una parte di me – quella più profonda, quella che parla solo quando tutto tace – che sussurra sempre lo stesso nome: Cornovaglia. Non è una destinazione. È un richiamo. È una vibrazione dell’anima. La Cornovaglia è una terra che senti prima ancora di vederla: è la patria di Re Artù e Ginevra, il vento di Merlino, la magia che sembra spargersi nell’aria, leggera ma potentissima».
Christoph Wagner
Nuove mete: dove viaggeremo nel 2026
La nuova edizione di Best in Travel 2026 propone mete e avventure per ogni tipo di viaggiatore: valli glaciali e laghi turchesi del Tagikistan per chi desidera vivere l’energia di luoghi ancora poco esplorati; salti e giochi acrobatici di balene e delfini e numerosi sentieri escursionistici immersi nel verde delle Azzorre, chi vuole avvistare questi cetacei restando in Europa.
Ci sono anche castelli, ottima cucina e paesaggi da cartolina dell’Irlanda più autentica e sorprendente e paesaggi della contea di Tipperary e della località di Killarney (tra le trending destination per American express Travel, oltre alle nuove prospettive su destinazioni iconiche come Città del Messico, che ospita uno dei musei più spettacolari del mondo.
E parlando di Musei che dire del nuovo Grand Egyptian Museum del Cairo, il più grande al mondo dedicato a una sola civilizzazione? I biglietti si comprano direttamente , in alternativa c’è il pacchetto long weekend di Gattinoni (3 giorni/2 notti con pernottamento e prima colazione, due pranzi e i voli, da 1.120 euro a persona), che spazia dalle piramidi di Giza al misterioso Serapeo di Saqqara. Non mancano le scoperte inattese, come la ricerca dei giaguari nelle zone umide Iberà, in Argentina, le Ikara–Flinders Ranges, nell’Outback australiano, un anfiteatro naturale di rara bellezza che si apre tra montagne e deserti sconfinati, le suggestioni irresistibili che provengono dalla cultura e dalla cucina dello Sri Lanka, a più voci acclamato come una delle top destination 2026 o un itinerario in Perù, dove antiche rovine e città moderne convivono in armonia: tra gastronomia d’eccellenza, cittadelle leggendarie e nuove aree naturali protette.
Emergono tra le novità le isole di Tahiti, nel cuore dell’Oceano Pacifico, dove spiritualità e natura si fondono in un’unica energia vitale. Ogni montagna, ogni motu e ogni sorriso custodiscono il Mana , forza sacra vitale che rappresenta lo spirito delle isole, della gente e della cultura ma’ohi. “In spiaggia o nei villaggi, il Mana si percepisce come un’energia profonda che invita a rallentare, ad ascoltare il respiro dell’oceano e a lasciarsi trasformare dall’incontro con queste terre lontane”, afferma Hironui Johnston, Tahiti chief international operations officer.
Girls in traditional costume attending mass in Radio Maria in Cristo Risorto de Hedzranawoe catholic parish church, Lomé, Togo.Philippe Lissac / Godong
Africa for ever
«L’Africa vera e genuina, si trova ancora nella costa occidentale: Mauritania, Senegal, Costa d’Avorio, Togo, Ghana e Benin, secondo Ludovino Scortichini, ceo di Go World, tour operator specializzato in destinazioni inconsuete. Queste nazioni avevano una tradizione importante e poi sono sparite dai radar del turismo per vari motivi di geopolitica, ma stanno per tornare , la situazione si è tranquillizzata e avendo una tradizione alle spalle, aumenta la loro aspirazione di tornare protagonisti. A questi se ne aggiungono tre dell’Africa Centrale: Camerun, Congo Brazaville (molto diverso dalla Repubblica Democratica del Congo) e Gabon, paesi completamente nuovi che hanno una grande voglia di accogliere turisti, soprattutto da parte della popolazione”. Restano i grandi classici: Sudafrica, Botswana, Kenya e Namibia, che non deludono mai.
L’Europa sul grande schermo
Il cineturismo si intreccia con il branding culturale delle città europee. Parigi resta al centro dell’immaginario globale per Emily in Paris, mentre Dubrovnik rappresenta il caso di studio più noto per i flussi crescenti legati a Game of Thrones, l’Irlanda e la Romania, che ha guadagnato nuova visibilità grazie alle location della serie Netflix Mercoledì. Perfino l’Università degli Studi della Tuscia, insieme al DTC Lazio , si adegua alle nuove tendenze e propone un master per formare nuove figure che mettano insieme tante diverse competenze: IA, realtà aumentata, gamification, turismo e cultura. Sensazioni forti anche sulle montagne del Montenegro, che abbiamo già visto in diverse pellicole, come Minamata (2020) con Johnny Depp. Uno stato poco conosciuto che va dall’Adriatico a vette che sfiorano i 2600 metri e che con i suoi parchi ha tanto da raccontare.
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