i nuovi ricavi finanzieranno le biblioteche di periferia
Visitare il Pantheon costerà di più, ma con una finalità che va oltre il semplice incasso. A partire da luglio 2026, l’ingresso alla Basilica di Santa Maria ad Martyres — uno dei monumenti più iconici della Capitale — passerà da 5 a 7 euro per i visitatori.
La nuova convenzione è stata firmata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e dal cardinale Baldassarre Reina, segnando un aggiornamento che non riguarda solo le tariffe, ma anche la destinazione delle risorse.
Chi non paga (e chi paga meno)
Nonostante l’aumento, resta invariato il sistema di esenzioni e agevolazioni, con l’obiettivo di tutelare residenti e categorie specifiche. L’accesso continuerà a essere gratuito per:
i residenti a Roma, con documento
i minori di 18 anni
i docenti accompagnatori di scolaresche
il personale religioso e i chierici
le Guardie d’Onore alle Reali Tombe
i fedeli che entrano per motivi di culto o per partecipare alle funzioni
Resta inoltre confermato il biglietto ridotto a 2 euro per i giovani tra i 18 e i 25 anni.
Dove andranno i soldi in più
L’aumento di 2 euro non è casuale: sarà destinato al cosiddetto “Piano Olivetti per la Cultura”, un progetto del Ministero della Cultura pensato per rafforzare le biblioteche di prossimità, soprattutto nelle aree interne del Paese e nei quartieri più periferici.
L’idea è chiara: utilizzare i proventi del turismo di massa nel centro storico per sostenere presìdi culturali meno visibili ma fondamentali, trasformando una pressione turistica spesso difficile da gestire in una risorsa strutturale per il territorio.
Secondo i dati del Ministero, il settore editoriale italiano sta già vivendo una fase positiva: nei primi mesi del 2026 si registra una crescita di oltre 11 milioni di euro. In questo contesto, i fondi provenienti dal Pantheon dovrebbero contribuire a consolidare il trend, offrendo nuove opportunità di accesso alla lettura.
Roma e la nuova politica dei ticket
Il ritocco del biglietto si inserisce in un quadro più ampio di revisione degli accessi ai principali luoghi simbolo della città. Fa discutere, ad esempio, l’introduzione del ticket per la Fontana di Trevi, segnale di una linea condivisa tra istituzioni locali e governo.
L’obiettivo è quello di trovare un equilibrio tra tutela del patrimonio, sostenibilità dei flussi turistici e diritto dei cittadini a vivere gratuitamente i propri spazi.
Una sfida complessa, che passa anche da scelte come questa: far pagare qualcosa in più a chi visita, per investire — almeno nelle intenzioni — nella cultura di tutti.
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