Cultura

I Nord Electric e Mark Gardener: Giulio Sangirardi ci parla del suo ultimo progetto

credit: Giulia Cavicchi

Si chiama “Loneliness For Sale” il nuovo EP dei Nord Electric, band capitanata dal buon Giulio Sangirardi (già nei Votiva Lux). Un gran bel lavoro, ricco di riverberi shoegaze della migliore scuola, impreziosito dalla presenza di Mark Gardener (ovviamente il cantante/chitarrista dei Ride) che presta la sua voce alla band. Potevamo farci scappare la possibilità di una veloce chiacchierata proprio con Giulio? Assolutamente no…

Ciao Giulio, come va? Da dove mi scrivi?
Benone grazie, sarebbe più glamour dirti che siamo ad Oxford a registrare nuovi brani, ma no, ti scriviamo dalla Bassa Bolognese.

Allora iniziamo dall’inizio, con una domanda che pare banale ma poi nel peso specifico del disco non lo può essere affatto. Come è nata questa magnifica collaborazione con Mark Gardener e quanto avete lavorato in team a questi brani?
A volte basta chiedere…conoscevo già Mark, così gli ho mandato il primo brano e del vino ed ho chiesto che ne pensava di cantare in questi brani, il vino ha funzionato ed ha accettato. Era tanto vino ? tutto si è svolto molto semplicemente, certo, lui ha i suoi tempi, fra i Ride ed il suo magnifico studio OX4Sound ha dovuto incastrare il tutto, ma non c’era fretta, ce la siamo presa comoda, io e Gianluca nel frattempo lavoravamo in studio qui a Pieve di Cento e lui ad Oxford, ovviamente ci mandavamo i file con gli sviluppi dei brani, la tecnologia aiuta molto, Neil Conti invece ha fatto la batteria a Montpellier, diciamo che non è un disco a km 0, ma la tecnologia va sfruttata, no?!

Mi permetto di dire che siete riusciti realmente a sfruttare al meglio la caratura e la voce di Mark: non solo il suo timbro unico, ma anche le mille sfumature di una voce che danno realmente valore aggiunto a una canzone, che ne pensi?
Grazie mille, ci fa molto piacere, che si senta, credo che tu abbia assolutamente ragione, e personalmente non potrei essere più felice, lui è uno dei miei cantanti rock preferiti, amo il suo timbro ed il suo gusto per la melodia, ma è anche un grande arrangiatore vocale, il disco infatti ha anche molti cori, armonizzazioni etc etc e Gianluca (Manini, produttore arrangiatore e tastierista dei NE) è stato molto bravo a fare uscire bene l’amalgama fra voce e strumenti. In studio noi ci siamo divertiti molto e credo si senta.

“Traces” è forse la mia canzone preferita. Echi dei Ride, ma anche un taglio quasi da “canzone on the road”, sai quelle canzoni da ascoltare sulle strade dritte americane mentre la macchina va e non c’è nessuno. Mi viene proprio in mente questa immagine, per dirti quanto è evocativa la canzone. Magari anche per te è la stessa cosa…
Ci sta, è un immaginario che condivido anche se io lo associo alle strade in Scozia (ognuno ha il proprio immaginario stradale ) Mark poi è un motociclista e credo che questa epica del viaggio ce l’abbia dentro, pensa che nelle date irlandesi dell’ultimo tour dei Ride mentre il gruppo viaggiava in tour bus lui raggiungeva le varie tappe in moto! Musicalmente mi è uscito un mix fra Icicle Works, Chameleons e primi Swervedriver.

Ricollegandomi alla domanda precedente hai una canzone preferita o una canzone che, ad ogni ascolto, ti trasmette sempre qualcosa di particolare, magari legata anche a un ricordo in studio o a un lavoro particolarmente intenso su quel brano…
Devo dire che “Loneliness for sale” col suo riff alla New Order in chiave shoegaze è quella a cui sono più legato perché ricordo benissimo quando Mark ci mandò le tracce vocali dicendo: “we have a hit!” Eravamo tutti entusiasti e capimmo che il progetto aveva preso la piega giusta, è anche il brano che ci ha fruttato il contratto con la Outer Battery, John, il boss della label newyorkese s’innamorò subito del brano.

Mi ha sorpreso il finale con “Dagen H”, con quel piglio nervoso e intenso, sonico e tagliente, con quella ritmica secca e costante. Mostra un lato diverso, ma assolutamente complementare, della tua band, non trovi?
Assolutamente sì, in realtà quello fu il primo brano che io e Gianluca scrivemmo per il disco, nei nostri piani iniziali l’EP doveva essere più votato al kraut rock, come in “Dagen H”, dove si sentono chiaramente sia i Neu! che i Loop, non ti nascondo che mi piacerebbe fare un disco solo con queste sonorità in futuro.

L’EP è uscito. Progetti per i prossimi mesi? Riuscirete a portare in tour questi brani?
Per ora siamo molto impegnati con la promozione, qualcuno in UK ci ha chiesto se faremo date ma questo è un progetto pensato per lo studio, purtroppo la logistica fa sì che Nord Electric sia un progetto molto costoso da portare sul palco. Quindi molto probabilmente no, ma non ti nascondo che ci piacerebbe salire sul palco e crediamo che questi pezzi dal vivo funzionerebbero molto.

Grazie ancora Giulio per la tua disponibilità. Chiudo con una curiosità. Tu non sei solo un ottimo musicista ma sei anche un grande ascoltatore di musica. Mi dici un paio di album che in questi ultimi mesi ti hanno particolarmente colpito e mi spieghi il perché.
Grazie mille, gli ultimi due album che ho consumato sono “You and I are earth” di Anna B Savage e l’opera barocca “La Gloria e Imeneo” di Antonio Vivaldi nelle esecuzione dell’Abchordis Ensemble. Anna Savage ha una voce unica, a tratti quasi maschile, ha fatto un album che a primo acchito sembra folk con passaggi alla Nick Drake ma poi scopri che c’è anche molta elettronica discreta, con testi in cui si mette a nudo in maniera quasi imbarazzante. Questa versione di “la Gloria e Imeneo” è meravigliosa, con una esecuzione perfetta, potente e ricca come si addice al grande veneziano, la registrazione è splendida, la musica anche. Io sono da sempre un vivaldiano devoto, ma anche Mark è un fan.


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