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i momenti più iconici che ci hanno fatto tremare di paura

Sembra ieri che andavamo a caccia di zombie per le strade di Raccoon City sulla prima PlayStation, e invece sono passati ben 30 anni: il 22 marzo 2026 si è celebrato il trentesimo anniversario di Resident Evil, uno dei franchise più iconici e longevi della storia videoludica che continua ad andare fortissimo ancora oggi come testimonia l’incredibile successo di Resident Evil Requiem. Tra capolavori che hanno riscritto le regole dei Survival Horror e qualche controverso passo falso che ha fatto discutere per anni critica e pubblico, il franchise targato Capcom è sempre rimasto una certezza tra gli appassionati, capace ad ogni nuova iterazione di conquistare al volo le luci della ribalta.

E con tre decenni alle spalle, di momenti iconici e indimenticabili ne abbiamo vissuti a non finire con Resident Evil. Ve ne citiamo uno per ogni singolo gioco principale del franchise, dai capitoli numerati e passando per Code Veronica e i due Revelations. Inutile dire che seguiranno molteplici spoiler sui vari giochi, si consiglia dunque di proseguire con attenzione nella lettura.

La sequenza iniziale sul treno – Resident Evil Zero

Ambientato un giorno prima dei fatti del primo episodio, Resident Evil Zero ci ha raccontato cosa è accaduto alla giovane Rebecca Chambers ed ai suoi compagni del Bravo Team della S.T.A.R.S. prima dei tragici eventi di Villa Spencer. La missione di Rebecca inizia a bordo dell’Ecliptic Express, un treno di proprietà dell’Umbrella Corporation vittima pochi attimi prima di un attacco orchestrato dal dottor James Marcus, che ha infettato con il T-Virus tutti i passeggeri tramite le sue sanguisughe. A bordo del treno Rebecca incontrerà gli zombie e le mostruosità dell’Umbrella oltre al fuggitivo Billy Coen, con il quale unirà le forze per sopravvivere agli orrori di quella lunga notte.

Per quanto breve, la sequenza sull’Ecliptic si può considerare la parte migliore di tutto Resident Evil Zero, complice non solo l’originalità dell’ambientazione (ma prima di quel momento si era scelto un treno come ambientazione) ma anche il suo articolato level design, la freschezza degli enigmi ed il combattimento con uno scorpione gigante, creatura mai vista prima nella serie. Non sorprende quindi che questa fase iniziale sia rimasta impressa nella mente dei fan, e sarebbe molto interessante scoprire come verrebbe reinterpretata in un eventuale remake di Resident Evil Zero.

Il primo zombie – Resident Evil

Nel 1996 su PlayStation tutto ebbe inizio a Villa Spencer, enorme magione usata come copertura per un laboratorio segreto dell’Umbrella tra i boschi nei pressi di Raccoon City. Sopravvissuti a un branco di dobermann mutanti assetati di sangue, Chris Redfield e Jill Valentine sentono uno sparo in lontananza proveniente da un corridoio dell’ala ovest della villa, andando quindi ad indagare. E la scena che si ritrovano davanti è di quelle che fanno gelare il sangue: uno zombie che banchetta sul cadavere di un loro compagno della S.T.A.R.S., che si volta in modo sinistro ed inquietante non appena si accorge della loro presenza.

Si tratta di una delle scene simbolo dell’intero brand, citata anche in diversi seguiti. Il remake del 2002 per GameCube ha dato ancora più giustizia a quei secondi indimenticabili, grazie a un utilizzo superlativo degli effetti sonori e la potenza grafica della console Nintendo.

L’arrivo alla Stazione di Polizia – Resident Evil 2

Resident Evil 2 inizia subito con il botto: Leon S. Kennedy e Claire Redfield si ritrovano in una Raccoon City nel caos più totale e assediata da un esercito di zombie. Restare in strada è troppo pericoloso e dunque il giovane neo-poliziotto suggerisce alla sorella di Chris di recari alla Stazione di Polizia dell’R.P.D., considerato erroneamente un luogo più sicuro.

Dopo essersi fatti strada tra non-morti e distruzione, finalmente le porte dell’R.P.D. vengono varcate: la scena che segue, una veloce panoramica della hall principale della stazione, ai tempi lasciò senza parole per le sue atmosfere evocative e l’imponenza della sala, un momento di quiete prima di scoprire le atrocità che si celano tra i suoi corridoi e stanze. Nel remake del 2019 l’ingresso nella stazione avviene senza alcuna cinematica, ma rivivere in chiave moderna quel momento rimane lo stesso iconico oltre che carico di nostalgia.

Il primo incontro con il Nemesis – Resident Evil 3

Sempre a Raccoon City, il giorno prima dell’arrivo di Leon e Claire, uno dei mostri più memorabili e temibili dell’intero franchise fece la sua prima comparsa di fronte ai giocatori. Il Nemesis compare proprio nel momento in cui Jill sta per entrare nell’R.P.D., annientando con un tentacolo il suo collega della S.T.A.R.S. Brad Vickers e iniziando a seguire la ragazza attraverso tutta la città. L’imponente e apparentemente indistruttibile B.O.W. dell’Umbrella è stata fonte di incubi infiniti per i fan: Nemesis sbucava spesso dal nulla, sembrava inarrestabile di fronte alla nostra potenza di fuoco e le sue continue mutazioni lo rendevano sempre più potente.

Se Resident Evil 3 è diventato uno dei capitoli più amati dagli appassionati della serie, il merito va proprio al Nemesis e la sua caratterizzazione. Il remake del 2020 ha cambiato radicalmente il primo incontro tra Jill e Nemesis, con quest’ultimo che si infiltra di prepotenza nell’appartamento della donna subito nelle primissime fasi dell’avventura, dando inizio a un inseguimento attraverso i corridoi dell’edificio. Forse molto meno simbolico, ma comunque efficace anche in questa nuova veste.

Il dannato Tyrant! – Resident Evil: Code Veronica

Resident Evil Code Veronica è considerato ancora oggi uno dei migliori Resident Evil mai realizzati, ma è anche uno dei più difficili per via del suo complesso level design, alcune controverse scelte di game design (i cambi di personaggio senza preavviso che comporta di non avere armi e cure a sufficienza per proseguire) e combattimenti con mostri e boss spesso ostici.

Ma una battaglia in particolare è diventata famigerata tra i fan: lo scontro con il Tyrant sull’idrovolante, che avviene in un momento cruciale della prima metà dell’avventura con Claire. Si tratta di una Boss Fight decisamente tesa per il modo in cui si svolge: lo scopo è far cadere dall’aereo il bestione dopo averlo indebolito a sufficienza, il problema è che il Tyrant è estremamente resistente ed aggressivo richiedendo un’ingente quantità di danni per essere abbattuto. Se si arriva impreparati allo scontro, con poche munizioni ed oggetti curativi, il rischio è di rimanere bloccati e dover di conseguenza ricominciare dall’inizio l’avventura per ottimizzare le risorse. Esattamente quanto successo a tanti giocatori alla loro prima partita. Il Tyrant di Code Veronica è diventato uno dei più famosi proprio per questo motivo, fonte di incubi e frustrazioni impossibili da dimenticare.

L’arrivo al villaggio – Resident Evil 4

Resident Evil 4 ha cambiato per sempre i Survival Horror, gli Action ed il mondo videoludico in generale diventando uno dei videogiochi più influenti di tutti i tempi, un autentico capolavoro che ha tra l’altro stravolto le stesse fondamenta del suo brand rendendo l’azione più libera e dinamica pur mantenendo intatte le atmosfere horror e di tensione che hanno fatto la fortuna dei predecessori. Proprio per gli importanti cambiamenti messi in atto la sequenza iniziale del classico Capcom è la più simbolica e memorabile, che si tratti del titolo originale del 2005 o del remake del 2023. Leon arriva in uno sperduto villaggio spagnolo alla ricerca di Ashley Graham, la figlia del presidente USA rapita da una non meglio specificata spia, ma subito si rende conto che qualcosa non va: i contadini che incontra sono incredibilmente aggressivi ed assetati di sangue, costringendolo a difendersi ed abbatterli pur non avendo ancora chiaro cosa stia accadendo.

La situazione degenera una volta arrivato alla piazza centrale del villaggio, dove avviene un vero e proprio assedio: il nostro eroe si ritrova a combattere contro decine di abitanti armati di coltelli, forconi e persino motoseghe, sopravvivendo a stento con le poche risorse a disposizione. Ma un rintocco di campana cambia tutto: i contadini si fermano, lasciano a terra le armi e spariscono dietro una porta presumibilmente per raggiungere la chiesa in lontananza. Uno stranito Leon si guarda intorno nel villaggio desolato per poi pronunciare una delle sue battute più epiche: “Where’s everyone going, bingo?“. Il logo di Resident Evil (nel classico originale) conclude così uno dei prologhi più epocali di tutti i tempi.

Lo scontro con lo Scagdead – Resident Evil Revelations

Apprezzato spin-off canonico di alto profilo pubblicato inizialmente su 3DS, Resident Evil Revelations scava più a fondo sulla minaccia del bio-terrorismo globale e sulle prime missioni dell’allora neonata BSAA, organizzazione nata con lo scopo di debellare ogni pericolo legato alle armi bio-organiche. A bordo della Queen Zenobia, mentre seguono le tracce lasciate dall’organizzazione criminale Il Veltro, Jill e il collega Parker Luciani si imbattono in una delle creature più mostruose partorite dal virus T-Abyss: lo Scagdead, una grossa ed inquietante massa informe dotata di grande resistenza e che ha sviluppato un braccio a forma di sega circolare.

Questo specifico Scagdead è derivato da un ufficiale della Zenobia infettato che aveva provato a nascondersi prima di mutare, ed i resti del suo corpo umano sono ancora visibili attaccati alla creatura. Come se non bastasse, lo sfortunato ufficiale conserva ancora una vaga coscienza umana e pronuncia frasi varie ai due agenti BSAA che provano ad abbatterlo. Ciò rende la Boss Fight ancora più intensa ed inquietante, svolta in un’area isolata della nave assediata da tantissime altre mostruosità bio-organiche.

Chris prende a pugni il macigno – Resident Evil 5

In questo caso parliamo di un momento leggendario per i motivi più sbagliati: per il suo essere esagerato, grottesco e fuori luogo anche per un gioco come Resident Evil 5, un capitolo controverso per via della sua impostazione quasi interamente votata all’azione e che va oltre le righe in più di un’occasione. Ma vedere Chris prendere a cazzotti un macigno almeno tre volte più grosso di lui e riuscire poi a smuoverlo con la forza dei suoi muscoli ipertrofici per creare un ponte in mezzo a un mare di lava (tutto questo mentre è in corso l’epico scontro finale con un mutato Albert Wesker) ha creato una sequenza indimenticabile nella sua assurdità.

In breve tempo la scena del macigno è diventata una fonte inesauribile di meme e in qualche modo ha contribuito a rendere ancora più popolare e chiacchierato il quinto episodio, arrivando praticamente ad oscurare tutto il resto vissuto nell’oscura disavventura nelle terre di Kijuju in Africa. Se non altro Capcom ha dimostrato anche della sana autoironia sulla questione anni dopo, citando il famigerato evento all’interno di Resident Evil Village in quello che si può considerare un breve ma esilarante momento di fanservice.

L’attivazione del virus T-Phobos – Resident Evil Revelations 2

Resident Evil Revelations 2 introduce uno dei virus più inquietanti mai visti all’interno della serie: il T-Phobos, ennesima variante del T-Virus che tuttavia si attiva solo se la persona infetta si fa prendere dal panico in un momento di grosso stress emotivo. Claire Redfield e Moira Burton, assieme ad altri loro colleghi di TerraSave, sono stati rapiti e infettati da Alex Wesker proprio con lo scopo di sperimentare gli effetti del nuovo agente virale e quali sono i limiti che un essere umano può raggiungere prima di soccombere all’infezione.

Un assaggio di quegli effetti lo vediamo nell’episodio 2 del gioco, in una delle fasi più intense e drammatiche dell’avventura: dopo aver trovato rifugio in un bar in rovina di un villaggio di pescatori abbandonato, circondato da orde di Afflitti (il nome delle vittime del T-Phobos), Pedro Fernandez si lascia sopraffare dal terrore attivando così gli effetti del virus e la conseguente, raccapricciante trasformazione in un mostro zombificato. A Claire non resta che abbattere l’amico, nel frattempo che prova a respingere l’assedio al bar in una battaglia dall’alto tasso di tensione e dramma. Facilmente tra i momenti più forti e coinvolgenti dell’intero Revelations 2.

Il sacrificio di Piers Nivans – Resident Evil 6

Lo sanno anche i sassi: Resident Evil 6 è il capitolo più discusso e controverso dell’intero franchise, il meno apprezzato dalla fanbase per via delle sue esagerazioni trash ed estreme pur avendo comunque venduto svariate milioni di copie nel corso degli anni. Nonostante ciò, anche il sesto episodio principale ha offerto alcune sequenze a loro modo degne di nota, su tutte il sacrificio di Piers Nivans al termine della campagna di Chris. Il giovane agente BSAA, dipinto nel corso dell’intera avventura come un agente dedito alla sua missione, rimane gravemente ferito durante lo scontro finale con Haos, perdendo un braccio e lasciando Chris a combattere da solo il temibile abominio.

Vedendo il suo capitano in seria difficoltà, Piers non ci pensa due volte: si inietta una fiala del C-Virus e subisce una parziale mutazione, con una protuberanza infetta che sostituisce il braccio mancante. Ciò gli permette di tornare in gioco e aiutare il compagno a sconfiggere la terribile creatura. Ma Piers sa che per lui è finita dopo essersi iniettato il virus e decide quindi di non fuggire dalla base subacquea, permettendo a un disperato Chris di scappare tramite una capsula di salvataggio. Un redivivo Haos prova a distruggere la capsula, ma come ultimo gesto Piers spara con il suo braccio una potentissima scarica elettrica che annienta definitivamente il mostro. Chris è salvo e viene recuperato dai soccorsi, giurando di continuare la sua lotta contro il bioterrorismo anche in onore del suo coraggioso collega.

Welcome to the family, son! – Resident Evil 7 Biohazard

Resident Evil 7 Biohazard ha segnato una rinascita e un ritorno alle origini per il brand, venendo acclamato tra i migliori Survival Horror della sua generazione. E subito dai primi minuti il nuovo classico Capcom tocca vette di atmosfere e coinvolgimento che tolgono il fiato. Ethan Winters, un uomo comune, si reca in una sperduta villa nelle paludi della Louisiana convinto di ritrovare sua moglie Mia, scomparsa ormai da tre anni. Arrivato sul posto indicato in una lettera, Ethan si riunisce effettivamente a Mia salvo essere aggredito dalla donna stessa, in preda a un raptus di follia come se fosse posseduta da un demonio.

L’uomo è costretto ad abbattere la moglie, ma proprio quando sta cercando una via di fuga viene improvvisamente colpito da un signore di mezz’età, che si limita a dargli il benvenuto nella sua famiglia prima di metterlo a tappeto con un poderoso pugno. La scena successiva è già diventata una delle più celebri dell’intera saga: Ethan si risveglia a tavola con la famiglia Baker (Jack, Marguerite, Lucas e una misteriosa anziana silenziosa) e si rende conto di essere circondato da pazzi intenti a divorare quelli che sembrano a tutti gli effetti resti umani. Riesce infine a liberarsi, dando inizio alla sua fuga da incubo in quella magione spettrale, piena di trappole e pericoli.

Il neonato demoniaco – Resident Evil Village

Oltre a proseguire la storia di Ethan, Resident Evil Village propone un gameplay che mescola tra loro Survival Horror ed Action seguendo la scia di Resident Evil 4. E sebbene in più occasioni l’azione prende il sopravvento, l’ottavo capitolo ha anche la sequenza horror forse tra le più assurde e raccapriccianti mai viste nel franchise.

Nei sotterranei della casa di Donna Beneviento, dopo aver risolto una serie di rompicapi, Ethan si prepara a fuggire dalla dimora salvo ritrovarsi lungo il cammino una creatura atroce: un gigantesco neonato dalle fattezze deformi e demoniache, che lancia grida e risate inquietanti e desideroso di divorarlo in un solo boccone. Essendo disarmato, Ethan è costretto a fuggire e nascondersi dal mostro nel tentativo di aggirarlo e raggiungere così la via di fuga. Il mostruoso bimbo era però frutto di un’allucinazione causa dalla stessa Beneviento e non ci sarà dunque uno scontro diretto con la creatura, nonostante ciò rimane un momento agghiacciante e indimenticabile che ha di certo dato ancora più valore a Village.

Leon ritorna nella stazione di polizia, 28 anni dopo – Resident Evil Requiem

Pensato come tributo ai 30 anni della serie, sin dal primo trailer Resident Evil Requiem ha subito messo in chiaro che saremmo tornati a Raccoon City, o almeno in ciò che resta della città dopo essere stata distrutta dal missile termobarico al termine di Resident Evil 3. E rimettere piede in quella città dove tutto ha avuto inizio nei panni di Leon ha un sapore estremamente simbolico e nostalgico, sufficiente a scatenare forti emozioni nei fan di lunga data.

Ma è in particolare l’arrivo all’R.P.D. che tiene con il fiato sospeso: Leon varca la porta d’ingresso della stazione venendo subito travolto dai ricordi di quella drammatica notte del settembre 1998 dove è sopravvissuto a stento agli orrori scatenati dall’Umbrella. Con in sottofondo una musica che richiama la storica theme dell’R.P.D. sentita nell’originale Resident Evil 2, si comincia ad esplorare ciò che resta dell’area. Non ci sono combattimenti o momenti di forte tensione, si girovaga per stanze e corridoio nell’assoluto silenzio, tra easter egg e richiami al passato. Requiem è attualmente l’ultimo Resident Evil fin qui pubblicato da Capcom, ma con tale sequenza ha già fatto la storia del franchise.


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