I migliori album italiani del 2025
Ogni canzone di Una lunghissima ombra è come se fosse una stanza, perfettamente arredata e decorata, da attraversare lentamente, guardandosi bene intorno e osservando i dettagli. Senza fretta, senza l’ansia di arrivare a una conclusione immediata. Le atmosfere dipinte da Andrea Laszlo De Simone non descrivono niente, suggeriscono solamente, oltre la forma-canzone tradizionale. Queste si dilatano, in modo radicale e romantico (si sente chiaramente l’esperienza maturata nel mondo delle colonne sonore, culminata nel César vinto per The Animal Kingdom). Arrangiamenti orchestrali, introduzioni estese, code strumentali: ogni brano è una piccola sequenza cinematografica.
El Galactico, Baustelle
El Galactico non è il loro miglior album, ma la nuova esplorazione sonora dei Baustelle merita una menzione in questa lista. La meta geografica e temporale delle canzoni che compongono il loro decimo disco è una piccola area della California, Laurel Canyon, tra le colline di Los Angeles. Pochi chilometri di terra che, a metà dei Sixties, si è trasformata nella fucina più influente della musica folk rock e psichedelica. È da lì che El Galactico attinge per costruire il suo immaginario: sole, sabbia, coretti, onde, chitarre a dodici corde. Oltre il cielo terso della California, però, c’è il rimbombo di ciò che finisce. Una malinconia profonda che svela il vizio più diffuso del nostro tempo: l’accettazione individualistica della realtà. I brani raccontano la società dei consumi e dello spettacolo, violenta e sessista, che specula e gode della sofferenza. Canzoni colorate e ricche di rifiniture che, seppur con un sound ormai sessantenne, hanno qualcosa da raccontare sul nostro tempo. Ma che difficilmente hanno un lieto fine.
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