Trentino Alto Adige/Suedtirol

«I miei costumi sul set dell’Odissea di Nolan» – Bolzano



BOLZANO. Pochi minuti per un cambio d’abito, stando attenti al minimo particolare: sul grande schermo ogni dettaglio conta. Lo sa bene Maria Bernardi, bolzanina di 33 anni, che dal 2020 ad oggi ha lavorato nella troupe di diciassette film: quattro in produzione, e tredici nel reparto costumi. Nella lista ci sono titoli importanti già usciti, come “Le assaggiatrici”di Silvio Soldini, e altri che tutto il mondo aspetta con il fiato sospeso.

«A inizio anno ero sul set dell‘Odissea di Christopher Nolan, ma non posso dire niente – sorride – Se non che è stata un’esperienza immensa e che quando il regista mi ha parlato la prima volta dall’emozione sono quasi inciampata».  Adattamento del poema epico girato tra la Sicilia e le coste del Nord Africa, l’ultimo grande lavoro di Nolan è atteso nelle sale a luglio 2026. «Io stessa – spiega Maria Bernardi – sono veramente curiosa del risultato».

Ma non può dire proprio nulla…

Posso dire che ho visto dei gran tramonti e delle bellissime albe. Lavorare su un set così grande è come stare in una bolla, un universo parallelo, in cui ti senti ancora più piccolo per l’enorme macchina umana che ci sta dietro. Ho incontrato persone di estrema professionalità, sia i nostri italiani e sia gli americani. Sicuramente un’esperienza molto formativa e impattante della mia giovane carriera.

In cosa consiste il suo lavoro nello specifico?

Il ruolo è “costumer”, oppure “dresser”… Non mi pare ci sia il nome corrispettivo in italiano. Non sono proprio costumista, ma mi occupo della continuità del costume in scena. In modo che risulti coerente per tutte le riprese. È un lavoro molto fisico – non avete idea di quanto pesano le divise naziste, per fortuna sono alta 1.75 – e molto dinamico: siamo sempre di corsa. Tanti sacrifici a livello personale. Però mi diverto molto e, per ora, sento di volere avanti su questa strada.

Facciamo un passo indietro, com’è arrivata nel mondo del cinema?

In realtà trovarmici è stato un caso, ma parto dall’inizio. Dopo il diploma, al liceo classico Carducci, sono andata in Inghilterra per studiare design. Studi che ho continuato all’Università di Bolzano. Dopo la laurea sono andata a Milano per un corso intensivo di sartoria. Il mondo della moda mi aveva sempre affascinato e volevo provare ad entrarci, consapevole che non fosse facile. Dopo è arrivato il Covid e ha ribaltato un po’ le carte in tavola. A ottobre, per un’offerta di lavoro arrivata quasi per caso, mi sono trovata sul set di “Hill of vision” di Roberto Faenza, come assistente personale della costumista Milena Canonero. Devo dire un’esperienza molto emozionante.

Il motivo?

Ho scoperto il cinema come un sogno che non pensavo di avere. Sul set, nonostante i ritmi e le difficoltà, mi sono sentita subito a casa.

Dopo questa prima esperienza com’è andata avanti?

Mi sono trasferita a Roma e ho iniziato a lavorare nel reparto produzione di vari progetti. Le chiamate arrivavano, pian piano mi sono inserita nel giro e, non senza difficoltà, ho iniziato ad accumulare esperienza. Ho lavorato nel reparto produzione di film italiani recenti come “Rapiniamo il duce”, di Renato de Maria; e “La Stranezza”, di Roberto Andò (con Toni Servillo nei panni di Pirandello, ndr).

E dalla produzione è passata al reparto costumi?

Sì, è stato un cambiamento voluto e cercato, per inseguire la passione per la moda e la sartoria che non si era mai spenta del tutto. Dal 2022 lavoro sempre sui set, ma con un ruolo diverso, e da quel momento ho iniziato ad essere coinvolta in produzioni estere.

Il film su cui ha lavorato che le è rimasto più impresso?

Difficile dare una risposa, ma direi “Le assaggiatrici”, di Silvio Soldini. Lì c’è stata una grande attenzione ai costumi. Sui film storici bisogna lavorare a stretto contatto con esperti: dal guanto al cappello del militare, ogni dettaglio va studiato a fondo. In questo i costumisti che abbiamo in Italia, una fra tutti Marina Roberti, sono dei gran professionisti.

È una vita sempre in viaggio…

Sì, e per questo con tanti sacrifici ma con altrettante esperienza indimenticabili. Quando mi sposto i miei gatti, Timo e Gigi, vengono con me. Anche loro sono stati vicini al set di Nolan.




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