I metal detector nelle scuole arriveranno davvero, forse

Dopo l’omicidio avvenuto in un liceo di La Spezia dello scorso 16 gennaio, si è tornati a parlare di metal detector nelle scuole. In pratica, si sta valutando l’opportunità di scansionare i ragazzi e le ragazze al momento dell’ingresso a scuola per vedere se nascondono armi o oggetti offensivi.
Si è parlato del tema durante l’ultima riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza tenuto questa mattina in Prefettura a Bologna in seguito alla circolare dei ministeri dell’Istruzione e dell’Interno che permette l’utilizzo di metal detector se le scuole lo richiedono.
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Come recita la circolare ministeriale, i metal detector potranno essere richiesti dai dirigenti scolastici, di concerto con questura e Prefettura, solamente in casi valutati come critici. Il prefetto di Bologna Enrico Ricci “ha sottolineato la necessità di dare nuovo impulso al rapporto di stretta collaborazione già avviato da tempo con le istituzioni scolastiche” per definire “strategie condivise finalizzate non solo alla repressione dei fenomeni di violenza ma anche alla promozione della cultura della legalità, del rispetto reciproco e della responsabilità”.
Oltre al prefetto, alla riunione hanno partecipato l’assessore alla Scuola del Comune di Bologna Daniele Ara, i vertici delle forze dell’ordine, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Bruno Di Palma e quello dell’Ufficio scolastico provinciale Giuseppe Panzardi.
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