Calabria

«I medici cubani in Calabria non si toccano». Protesta anche davanti al Colosseo

“I medici cubani in Calabria non si toccano”. La frase è quella scritta su uno striscione apparso ieri mattina a Roma, davanti al Colosseo, richiamando l’attenzione sul braccio di ferro internazionale tra la Calabria e l’amministrazione Usa, contraria all’utilizzo di medici provenienti dall’isola caraibica. A esporre lo striscione militanti della Rete dei comunisti, ovviamente schierati dalla parte di Cuba in contrapposizione agli Stati Uniti che con l’isola hanno un rapporto storicamente pessimo.
Lo scenario attuale in Calabria vede 400 professionisti arrivati da Oltreoceano impegnati nelle corsie ospedaliere pubbliche, per rimpinguare le file dei medici ridotte all’osso dalla carenza di queste figure. Un nodo ritenuto non risolvibile nell’immediato se non attraverso questa misura straordinaria, frutto dell’accordo siglato nel 2022 tra Regione e la società Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos.
Gli Stati Uniti, dunque, premono per l’utilizzo di medici altre nazionalità, per isolare ancor più Cuba. Uno scenario ancora in evoluzione, nel quale si inseriscono le attività istituzionali volte a trovare un’intesa ma anche le iniziative di associazioni (come quella di una Flotilla per Cuba), partiti.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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