Economia

I “life drinker” riscoprono il piacere di una vita svincolata dall’intermediazione di uno schermo


Bando alle apparenze e alle notifiche online. Il futuro appartiene ai ‘life drinker’ ovvero a coloro i quali sanno bersi o, meglio, gustarsi la vita fino in fondo, riscoprendo le emozioni vere e le esperienze reali. Rigorosamente offline. Ad affermarlo uno studio condotto da Bibite Sanpellegrino che, attraverso metodologia Swoa, ha coinvolto un campione di 1.200 utenti web italiani distribuiti trasversalmente per genere, titolo di studio e latitudine, selezionati tra coloro che discutono attivamente di lifestyle. Inclini a sperimentare nell’85% dei casi, a godersi la vita nel 72% e a fare nuove esperienze nel 68%, i ‘life drinker’ sono curiosi di natura.

Avversi alle omologazioni e amanti dell’autenticità, apprezzano le relazioni sincere (54%), prive di filtri e di qualsivoglia forma di ostentazione. Attenti soprattutto alla qualità dello scambio umano (74%), associano il concetto di vita piena alla condivisione (62%) e al piacere di stare insieme (59%), meglio se con le gambe sotto il tavolo. Il 72% dichiara, inoltre, di essere sempre alla ricerca di locali non convenzionali, il 59% di essere disponibile a provare nuovi sapori e il 69% di prediligere l’autenticità rispetto alla spettacolarizzazione. E prima di trasformare un’esperienza in un contenuto da pubblicare – nel caso – sui social, i ‘life drinker’ preferiscono viverla e condividerla con le persone presenti, conservandola, poi, tra i ricordi personali. A ostacolare il loro percorso di affrancamento dall’intermediazione costante dello schermo resta solo l’abitudine ovvero la routine. Per questo il ‘life drinker’ sceglie di essere pienamente presente anziché costantemente interconnesso.


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