i guai dei maranza non finiscono mai

JESI – Dopo le nove perquisizioni (e alcune denunce), ecco i primi provvedimenti del questore Capocasa per arginare la pericolosità dei maranza che fanno base al Campo Boario. In tre sono stati raggiunti dall’avviso orale. Un avvertimento con cui li si invita a cambiare condotta prima che sia troppo tardi. Ora sono sorvegliati speciali dalle forze dell’ordine. La misura di prevenzione è arrivata a due italiani di seconda generazione e a un ragazzo campano, di 18, 19 e 25 anni. Avevano già subito la perquisizione, operata da carabinieri e polizia, lo scorso sabato.
I dettagli
In particolare, uno è stato trovato in possesso di alcune repliche di armi prive del tappo rosso e di un’ulteriore arma con la canna ostruita. Presentava un tappo rosso non regolarmente apposto. A un altro giovane gli operatori hanno sequestrato un’arma lunga priva di tappo rosso e uno sfollagente telescopico. Infine, nel corso della perquisizione a casa di un ulteriore ragazzo, è stato rinvenuto un involucro contenente residui di hashish e anche denaro contante, per gli investigatori probabile provento dell’attività di spaccio. Durante il controllo, il giovane ha opposto resistenza in tutti i modi, sputando contro il personale operante e pronunciando minacce.
Per ora, nessuna misura di prevenzione nei confronti di quelli che vengono indicati dagli investigatori come i boss della gang, un 20enne e un 22enne jesini, ma entrambi di origine nordafricana. Il primo è il protagonista del video che ha fornito l’assist alle forze dell’ordine per la maxi operazione dello scorso sabato. Nonostante la sua giovane età, è già stato condannato a tre anni e otto mesi per una serie di rapine (alcune tentate e in concorso con minorenni) e attualmente sottoposto alla sorveglianza speciale. Non può, per esempio, uscire nelle ore notturne. Un provvedimento che ha violato un paio di settimane fa per andare a ballare in discoteca. «Penso solo ai money, non mi fido di nessuno, questo posto è una savana» le strofe della canzone.
Nel video che ha raggiunto su Youtube più di 11mila visualizzazioni e dal titolo Boario #1, vengono sfoggiate armi (quelle sequestrate nelle perquisizioni), un machete (non è stato trovato) e soldi. Tanti soldi. Alcuni ragazzi sono facilmente identificabili, altri hanno passamontagna e cappucci calati in testa, come il 22enne, l’altro presunto boss che spalleggia – stando agli investigatori – il 20enne che si è distinto tra aggressioni e rapine nel corso del 2024.




