Umbria

I due volti della Perugia del volley: Sir Susa Scai senza limiti, Bartoccini MC Restauri a un passo dalla A2


di Carlo Forciniti

Perugia mastica pallavolo da sempre. La sua gente ha vissuto pagine memorabili in differenti ere. In campo maschile come in quello femminile. Per una città che si attesta sui 165.000 abitanti circa, avere una squadra in entrambi i massimi campionati è motivo di vanto. Di orgoglio. Un qualcosa che genera indotto. Oltre a quel sano entusiasmo collettivo che è la vitamina migliore per permettere a chi investe nelle società di provare a costruire le fortune di oggi e quelle di domani. Ma al momento, Perugia vive due realtà molto diverse tra loro. Non solo per questione di budget, di “cilindrata” e di obiettivi che non sono paragonabili.

Destini opposti In campo maschile, la Sir Susa Scai cavalca una striscia di 21 vittorie consecutive in tutte le competizioni. In campo femminile, invece, la Bartoccini MC Restauri è reduce da 13 sconfitte di fila in campionato.  La truppa del patron Sirci che un mese e mezzo fa si è laureata campione del mondo per la terza volta e che è prossima a disputare le Final Four di Coppa Italia in programma sabato 7  e domenica 8 febbraio a Bologna, guarda tutti dall’alto in Superlega. Cinque le lunghezze di vantaggio su Verona a tre giornate dal termine. Un’assicurazione sul primo posto in regular season. Che non è garanzia di scudetto, ovviamente, ma male certo non fa in ottica playoff. La società del patron Bartoccini, invece, è relegata all’ultimo posto nel campionato di Serie A1 femminile. E con la retrocessione in A2 che è ormai una questione di quando e non di se, come ammesso nelle ultime ore proprio dal patron.

Continuità contro discontinuità Mentre Giannelli e compagni costruivano tra il tramonto dell’autunno e l’alba dell’inverno il filotto di successi di cui sopra, Sirressi e compagne cominciavano a vivere quel momento che sarebbe poi sfociato in una rottura prolungata dopo un avvio di annata più che incoraggiante. Complice le vittorie che non arrivavano. In quella fase ed al netto di qualche movimento nel roster sia in uscita che in entrata, la decisione più forte è sfociata nella separazione consensuale con coach Andrea Giovi, sostituito da Stefano Micoli. Il giro di vite, il momento di discontinuità rispetto alla prima parte di stagione, non ha però prodotto la svolta sperata. La Bartoccini non è più stata capace di uscire dalla crisi.

Prospettive Quanto sta accadendo in un’annata ormai compromessa per la Bartoccini e ancora tutta da scrivere per la Sir, sta avendo e avrà delle conseguenze anche nel breve-medio periodo. La società del patron Sirci sta programmando senza particolari ansie la prossima annata. Sul tavolo c’è l’ormai scontato rinnovo di Plotnytskyi, il possibile ritiro di Colaci, le manovre sul mercato legate all’opposto e non solo. Mentre in casa Black Angels è possibile, forse inevitabile che si vada verso una rivoluzione, dovuta ovviamente anche all’ormai inevitabile (a meno di miracoli) retrocessione. «La miscela che abbiamo creato è sbagliata, ci sono stati errori nella costruzione del roster» – ha rimarcato con franchezza il presidente a margine del ko interno contro Bergamo -. 

In un città che vive di pallavolo, se se ne fa una questioni di risultati che nello sport non sono mai secondari, la Sir e la Bartoccini – realtà che è bene rimarcare che non sono comunque comparabili per budget e obiettivi – rappresentano oggi lo Yin e lo Yang, facce diverse di una stessa medaglia che in ogni caso vede Perugia tra le città di riferimento del volley italiano. Una realtà che mastica pallavolo da sempre. E continuerà a farlo. 

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