I democratici alla Camera: «Melania venga a testimoniare su Epstein»
I democratici della Commissione di Vigilanza della Camera chiederanno a Melania Trump di testimoniare sul caso del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. È questo il primo effetto dell’inattesa uscita pubblica con la quale la first lady ha tentato, giovedì 9 aprile, di prendere le distanze dalla torbida vicenda legata a Epstein, amico per anni di Donald Trump prima di cadere in disgrazia e morire in carcere con l’accusa pendente di traffico e abuso di ragazze minorenni.
«Se la first lady vuole riabilitare il proprio nome, dovrebbe presentarsi davanti alla Commissione e testimoniare sotto giuramento», ha detto il deputato Suhas Subramanyam. Anche Ro Khanna, promotore dell’iniziativa bipartisan per la pubblicazione dei documenti, ha invitato la moglie del presidente a testimoniare davanti alla Commissione: «Dovrebbe chiedere a suo marito di pubblicare i file che ancora mancano e al procuratore generale ad interim Todd Blanche di avviare nuove indagini».
Melania Trump, dalla Casa Bianca, non si è tuttavia limitata a negare ogni coinvolgimento e a smentire «le bugie che mi collegano al vergognoso Jeffrey Epstein», ha anche invitato il Congresso «a convocare le vittime di Epstein per ascoltare la loro voce in audizioni pubbliche, provocando la reazione indignata delle vittime stesse e delle loro famiglie. «Melania Trump protegge chi detiene il potere e scarica il peso della responsabilità sulle vittime», ha affermato in una alcune vittime di Epstein. «Abbiamo già dimostrato uno straordinario coraggio facendoci avanti e presentando denunce . Chiederci di più ora – hanno aggiunto – significa scaricare la responsabilità». E ancora: «I sopravvissuti hanno fatto la loro parte. Ora è il momento che chi è al potere faccia la sua».
La dichiarazione, non richiesta, di innocenza da parte di Melania Trump è andata anche oltre l’evidenza emersa dai documenti ufficiali e dalle mail, che provano l’esistenza di un legame e di frequentazioni tra la stessa first lady, Epstein e Ghislaine Maxwell, compagna e complice del finanziere pedofilo, ora in carcere dopo una condanna a vent’anni per adescamento di minori. «Si è trattato di incontri occasionali e di semplice corrispondenza casuale», ha detto la first lady.
La mossa di Melania ha colto impreparato lo staff della Casa Bianca, già finito sotto accusa per la gestione caotica del caso, come testimonia il siluramento della segretaria alla Giustizia Pam Bondi. Lo stesso Donald Trump ha detto di non essere stato informato sull’iniziativa della moglie: La testimonianza della first lady o quelle delle donne sopravvissute agli abusi di Epstein sono destinate, comunque vada, a creare nuovo imbarazzo e ulteriori problemi al presidente e alla sua cerchia che ha sempre cercato di neutralizzare lo scandalo.
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