“I dati dicono che Montevarchi non si può chiudere”. Arezzo terza provincia per numero di parti
“Altro che chiudere il punto nascita di Montevarchi, qui servono interventi per la rete pediatrica aretina sottodimensionata”. Il messaggio che manda Andrea Fiori, rappresentante delle associazioni dei genitori della consulta della Rete pediatrica dell’area della Toscana sud est è chiaro e si fonda sui numeri.
Arezzo risulta essere la quarta provincia nella regione per popolazione ed estensione del territorio ed è terza per il numero di parti. “Per questo – dice Fiori – ha diritto a maggiori servizi per i suoi 37.000 bambini e le loro famiglie. Invece quello che sta succedendo nel territorio della nostra Asl, che rappresenta oltre il 50% della estensione geografica della Toscana, territorio riconosciuto critico per l’assistenza pediatrica territoriale e in parte ospedaliera, ha veramente dell’incredibile. Proprio da qui sono partite le istanze di tanti gruppi di genitori ed enti che hanno portato all’approvazione della nostra proposta di iniziativa popolare che, non solo ha istituito la guardia pediatrica, ma ha anche sancito la necessità di maggiori risorse e di un lavoro di riarticolazione degli organi della rete.”
Guardia medica pediatrica, arriva l’ok della Regione per la sperimentazione del teleconsulto anche nell’Aretino
“Invece – continua Fiori – soprattutto nella provincia di Arezzo stiamo assistendo a tentativi di indebolire la già sotto dimensionata rete neonatale e pediatrica che sta reggendo solo grazie al grande impegno e senso di responsabilità del personale medico e sanitario. Che l’attuale rete abbia bisogno di interventi di adeguamento ormai improcastinabili lo si deduce anche guardando i numeri dei punti nascita e di assistenza pediatrica presenti nelle province toscane ordinate per popolazione ed estensione geografica.
La tabella
La provincia di Arezzo, con i suoi 333mila abitanti e una popolazione pediatrica (0-14 anni) di circa 37mila bambini e ragazzi, si estende in una superficie di 3232 chilometri quadrati. I dati significativi si completano con i 2018 nati in provincia di Arezzo el 2024 e il numero di punti nascita presenti, due almeno finora, quello di Arezzo e quello di Montevarchi. La tabella mostrerebbe quindi delle incongruenze ad esempio per i 3 punti nascita di Lucca con 2007 nati nel 2024, o altrettanti a Livorno dove i parti conteggiati sono 1712 e a Siena con 1548 nuovi nati.

Fiori: “Impossibile pensare alla chiusura di Montevarchi”
“Impossibile anche solo pensare alla chiusura di Montevarchi che porterebbe la nostra provincia ad avere un solo presidio neonatologico pediatrico sui 22 presenti toscani, in una provincia che per popolazione generale e in età pediatrica e per estensione geografica è al 4 posto. Ma non solo guardando il numero dei nati 2024 ben 2018 e la tendenza a breve per la prima classe di popolazione 0-4 potremmo diventare la terza provincia. Dati incontrovertibili e inconfutabili. Questo è quello che abbiamo fatto presente all’assessora Monni, agli organi della Rete Pediatrica e all’Asl Toscana Sud Est chiedendo di intervenire. Serve una revisione della rete neonatale dove, accanto al consolidamento della collaborazione fra Montevarchi e Arezzo, dovrà assolutamente essere rivisto il trasporto protetto neonatale che non può più avere solo la destinazione verso il centro senese da tutta l’area sud est. Andrà trovato il modo di valorizzare il centro di Arezzo anch’esso una eccellenza di secondo livello, 4 punto nascita della Toscana da anni.”
Ma non finisce qui, Fiori chiede interventi “non più rinviabili” in ambito pediatrico. “A cominciare dalla realizzazione di un vero e proprio pronto soccorso pediatrico ad Arezzo. All’intasamento del pronto soccorso generale contribuiscono anche i pazienti pediatrici, visto che manca l’accesso diretto e inizialmente i bambini arrivano al triage generale. In questo contesto, vista la professionalità del personale pediatrico che dà risposte anche a pazienti pediatrici complessi, per evitare trasferimenti non necessari verso il Meyer dove spesso non arrivano in tempi celeri, è necessaria l’attivazione di almeno due letti cosidetti “high care”.”
E sulla grande battaglia della guardia medica pediatrica, aggiunge: “A completamento di tutto questo ci dovrà essere la messa a regime della guardia pediatrica. Stiamo aspettando la partenza delle sperimentazioni di guardia in presenza che contiamo partano a marzo. Quello che abbiamo ribadito è che a regime le nostre zone senza assistenza pediatrica nel weekend, dove il numero di bambini seguiti dal medico di medicina generale è fra i più alti in Italia, come Valtiberina, Casentino e Valdichiana dovranno per forza, anzi per legge, avere l’assistenza pediatrica nei fine settimana. Noi siamo molto determinati. La legge ci dà ragione visto che parliamo di prestazioni riconosciute nei livelli essenziali di assistenza e faremo di tutto per fare sì che i bambini della nostra provincia e della nostra Toscana abbiano la tutela che meritano. Non ci può essere neanche la giustificazione di problemi economici. In situazioni di risorse limitate si fanno scelte e in queste scelte i bambini, che sono il nostro futuro, non possono essere penalizzati.”
ArezzoNotizie è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.
Source link




