Marche

«I dati confermano le nostre tesi» Il punto del comitato Arretramento Fs e A14

PORTO SAN GIORGIO – L’analisi del comitato arriva dopo il convegno dello scorso 5 marzo su “L’Italia si ferma nelle Marche sud. Approfondimenti sulla mobilità autostradale”: «Il metodo della sussidiarietà, del dialogo, della condivisione, invece di far perdere tempo, è molto efficiente e garantisce percorsi molto più veloci di forzature che creano conflitto. Confidiamo che si apra una nuova stagione per il bene del territorio delle Marche sud»

(foto Cristiano Ninonà)

«Il convegno dello scorso 5 marzo su “L’Italia si ferma nelle Marche sud. Approfondimenti sulla mobilità autostradale” ci ha fornito una serie di dati aggiornati che sostengono le nostre tesi che stiamo portando avanti da anni riguardo al tema del potenziamento dell’A14. Sono state confermate e rafforzate tutte le considerazioni riguardo le criticità del progetto di Aspi, fatto proprio al momento dalla Regione e quindi dal Governo, progetto che prevede la realizzazione della terza corsia da Porto Sant’Elpidio sino a Pedaso e il mini-arretramento di un senso di marcia a tre corsie da Pedaso a San Benedetto del Tronto». E’ quanto si legge in una nota del comitato Arretramento FS e A14 Marche sud.

«Queste criticità possono essere così riassunte. Il tratto ove transita l’A14 da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto è un’area a grave rischio frane, non lo dice una parte, ma è certificato dal Piano per l’Assetto Idrogeologico della Regione Marche approvato nel 2004 recependo quando noto da molti anni a tutti i tecnici in quanto i movimenti franosi hanno un orizzonte plurisecolare, come a Niscemi dove gli studi avevano rilevato il primo grande movimento franoso nel 1790 a cui ne seguirono molti altri sino all’ultima grande frana di gennaio. I professori dell’Università di Firenze, incaricati dal dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio di scrivere un rapporto dopo il disastro che ha colpito Niscemi hanno documentato tutto questo dicendo anche che – si legge nella nota del comitato – gli interventi da realizzare erano già stati espressi dalla relazione di una Commissione di 25 anni fa, restata inascoltata ed ora le istituzioni coinvolte cercano di scaricare la propria responsabilità. Vogliamo ripetere l’esperienza anche nelle Marche sud? È palese che andare ad intervenire per la terza corsia da Porto Sant’Elpidio a Pedaso crea dei gravi problemi; ciò era noto, ma si sono persi quasi 5 anni a perseguire questa ipotesi. È ufficiale anche dai documenti dell’Arpam della Regione Marche che nella zona costiera tra Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto c’è una grande concentrazione di inquinamento derivante dal traffico veicolare che provoca importanti danni alla salute documentati dall’Oms, così come questo tipo di inquinamento, seppur minore, è presente anche nelle aree interne delle province di Fermo e Ascoli Piceno a causa di un tasso di motorizzazione ad alta emissione molto superiore alla media nazionale e regionale, dipendente  dalla carenza dei servizi e dalla concentrazione delle primarie arterie di comunicazione sulla costa. È noto dai dati forniti dall’Istat che sulle grandi arterie viarie della costa c’è un alto indice di incidenti, che tale indice si alza se ci sono lavori contigui alla sede di scorrimento e che i costi sociali degli incidenti sono enormi».

«Nella regione Marche viaggiamo su costi sociali – rimarcano dal comitato – di circa 500 milioni all’anno. È altresì noto dai dati dell’Istat che l’indice delle migrazioni nette, che misura la fragilità dei territori, vede nella regione al primo posto le aree interne delle province di Ascoli e Fermo. Di fronte a tutti questi dati pubblici, in larga parte direttamente in possesso della Regione, appare evidente che il progetto redatto da Aspi per il potenziamento dell’A14 non ha una visione di sviluppo sostenibile del territorio delle Marche sud, al contrario è un intervento che mina gravemente tale sostenibilità. Considerando tutti questi dati, e che comunque appare necessario un intervento per la strozzatura della tratta specifica, considerando che il Governo ed Aspi sono disponibili ad investire, avevamo formulato la proposta di valutare l’alternativa progettuale della nuova bretella autostradale da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo invece della terza corsia e fermo restando l’attuale tratto dell’A14, alternativa progettuale che porta la visione di uno sviluppo sostenibile sia delle aree costiere che delle aree interne delle Marche sud. Avendo perso inutilmente gli ultimi cinque anni, auspichiamo che venga recuperato un metodo di lavoro condiviso, che la Regione e quindi il Governo non sposino aprioristicamente delle ipotesi senza partire dalla valutazione dei dati ufficiali e delle alternative progettuali come previsto dalla legge, riprendendo un dialogo con le comunità locali. Il metodo della sussidiarietà, del dialogo, della condivisione, invece di far perdere tempo, è molto più efficiente e garantisce percorsi molto più veloci di forzature che creano conflitto. Confidiamo che si apra una nuova stagione per il bene del territorio delle Marche sud».

 

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