I consultori sono un diritto, non un lusso
Un servizio essenziale che si svuota lentamente, tra chiusure silenziose e personale sempre più ridotto.
Il panorama dei consultori della ASL Roma 2 è sempre più desolante, nonostante le rassicurazioni ufficiali che parlano di continuità del servizio socio-sanitario. Ma per chi vive il territorio, la realtà racconta un’altra storia.
A denunciare il problema è la rete transfemminista Non Una Di Meno, che accende i riflettori su una situazione che si sta aggravando di mese in mese.
Secondo l’associazione, infatti, molti consultori, seppur formalmente operativi, in realtà risultano chiusi o fortemente ridimensionati.
Da 21 consultori a un servizio ridotto all’osso
Sulla carta, i consultori attivi nella ASL RM 2 dovrebbero essere 21. Ma la realtà è ben diversa. Alcuni sono chiusi da anni, come quello di via Casilina 711, fermo dal 2019.
Altri, come quelli di Lunghezza e Canapiglie, sono destinati a essere inglobati nelle case di comunità, perdendo così la loro funzione specifica. Stessa sorte spetterà presto anche alla sede di via Monza.
Ci sono poi i consultori che, seppur ancora aperti, funzionano a singhiozzo. «Quelli di Tor Cervara e Manfredonia sopravvivono con orari ridotti: solo due giorni a settimana e con una gamma di servizi sempre più limitata», spiegano le attiviste.
Ma il problema più grande è la cronica carenza di personale. «Mancano ginecologhe e ginecologi, assistenti sociali e figure fondamentali per garantire assistenza, prevenzione e supporto alla salute sessuale e riproduttiva», sottolineano da Non Una Di Meno. «Un consultorio senza specialisti è solo un guscio vuoto».

La mobilitazione: “Non resteremo in silenzio”
La situazione, dicono dal movimento, “è ormai insostenibile”. E per questo motivo è arrivato il momento di farsi sentire. Martedì 1° aprile, alle ore 10, è previsto un presidio davanti alla sede della direzione della ASL RM 2, in via Maria Brighenti 26.
Ma la protesta non si ferma qui. Martedì 2 aprile, alle 19.00, presso Esc Atelier Autogestito in via dei Volsci 159, è in programma un’assemblea aperta, un momento di confronto in cui discutere strategie e prossime azioni.
«Vogliamo consultori aperti, sicuri e pienamente funzionanti per tutti», dichiarano le attiviste. «Non possiamo accettare che un servizio pubblico così fondamentale venga smantellato pezzo dopo pezzo».
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