«I Comuni rischiano un inverno difficilissimo, servono risposte dal Governo»
Le asfaltature proseguono, i cantieri non si fermano e la sicurezza delle strade rimane una priorità. Ma per i Comuni mantenere gli impegni con i cittadini sta diventando ogni anno più complicato. A pesare sui bilanci delle amministrazioni locali è il progressivo aumento dei costi delle materie prime, a cominciare dal bitume, il cui prezzo, secondo le segnalazioni raccolte, ha registrato incrementi che arrivano al 70% nell’arco di un anno. Ad Abano Terme l’amministrazione comunale sta portando avanti il programma di manutenzione della viabilità, con interventi che riguardano diverse zone della città. Un impegno economico importante, che tuttavia deve fare i conti con un potere d’acquisto delle risorse pubbliche sempre più ridotto.
«Continuiamo ad asfaltare perché la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto – ha sottolineato il sindaco Federico Barbierato – ma dobbiamo essere consapevoli che oggi, con le stesse risorse di qualche anno fa, riusciamo a realizzare meno interventi. È una situazione che rischia di diventare strutturale e che non riguarda soltanto Abano, ma migliaia di amministrazioni comunali italiane». Il problema, secondo Barbierato, è che all’aumento dei costi delle opere pubbliche rischia ora di aggiungersi un’altra emergenza: quella energetica. «Guardiamo con molta preoccupazione al prossimo inverno. Dopo il petrolio e i suoi derivati, anche le prospettive dei prezzi del gas destano forti timori. Se si concretizzassero gli aumenti attesi nei mesi più freddi, l’impatto sarebbe pesantissimo. Pensiamo alle famiglie che devono riscaldare le proprie abitazioni, agli anziani con pensioni modeste, ma anche alle piccole imprese, ai negozi, agli artigiani e alle attività che utilizzano molta energia. Per molti, il problema non sarà soltanto quanto spendere in più, ma come riuscire a sostenere quelle spese».

Una situazione che interessa direttamente anche gli enti locali, chiamati a sostenere i costi energetici di scuole, palestre, biblioteche, impianti sportivi e altri edifici pubblici. «Il Comune è, in fondo, una grande casa collettiva. Deve essere riscaldata, illuminata, mantenuta e resa sicura. Quando aumentano i costi dell’energia e dei materiali – ha puntualizzato il primo cittadino – aumentano anche le spese necessarie per garantire i servizi. Ma, a differenza di un’impresa, un’amministrazione non può semplicemente aumentare i prezzi per compensare ogni rincaro. E non vogliamo nemmeno scaricare sulle famiglie queste difficoltà attraverso maggiori tributi».
Da qui la richiesta di un intervento nazionale che non si limiti a misure emergenziali. «Serve che il Governo affronti per tempo questa situazione, prevedendo risorse adeguate per i Comuni e strumenti concreti di sostegno alle famiglie più fragili e alle piccole imprese. Non possiamo aspettare che arrivino le bollette di gennaio per scoprire che molte persone sono in difficoltà. La prevenzione, anche economica e sociale, costa sempre meno dell’emergenza».
La riflessione conclusiva del sindaco ha riguardato il futuro stesso delle amministrazioni locali. «I Comuni sono il primo presidio dello Stato sul territorio. Sono quelli ai quali i cittadini si rivolgono quando una strada è dissestata, una scuola ha bisogno di manutenzione o una famiglia si trova in difficoltà. Ma non possiamo continuare ad aggiungere responsabilità senza assicurare risorse adeguate. Il rischio è che i Comuni diventino progressivamente più poveri proprio mentre i cittadini avranno sempre più bisogno di loro. E se il prossimo inverno dovesse confermare le preoccupazioni sui costi energetici, ci troveremmo davanti a una difficoltà non soltanto di bilancio, ma di tenuta sociale. È questo il problema che il Paese dovrebbe cominciare ad affrontare oggi, non quando sarà troppo tardi».
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