Calabria

I Comuni in Calabria, avamposti di democrazia che la Regione rischia di “perdere”

Le recenti dichiarazioni della sindaca di Siderno, Maria Teresa Fragomeni, sul rischio che l’ultima manovra economica faccia pagare un prezzo eccessivamente alto ai Comuni e, in particolare, ai Comuni del Sud, hanno il merito di rimettere al centro del dibattito politico regionale e locale l’esigenza di favorire i processi di associazionismo intercomunale, che non devono determinare necessariamente la nascita di un unico grande Comune, ma possono valorizzare anche gli strumenti di cooperazione e di collaborazione.
La riduzione della frammentazione intercomunale rafforza il sistema delle autonomie locali ed è necessaria per consolidare il sistema democratico in Calabria. C’è una forte affinità con le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che all’Assemblea nazionale dei Comuni italiani, tenutasi a Bologna solo qualche settimana fa, ha ricevuto una standing ovation quando ha riaffermato l’esigenza di valorizzare il principio dell’autonomia comunale, inteso come “valore repubblicano” e come “fondamento della democrazia”. Lo stesso Presidente della Repubblica ha più volte sottolineato che i Comuni rappresentano il primo presidio di democrazia, il luogo in cui il cittadino esercita concretamente i propri diritti e riconosce la Repubblica attraverso la vicinanza delle istituzioni locali.
Le parole del Capo dello Stato assumono una rilevanza particolare in territori complessi come la Calabria, dove la fragilità dei sistemi amministrativi locali, unita a profonde criticità socio-economiche e alla pressione esercitata dalla criminalità organizzata, rende il tessuto democratico più vulnerabile rispetto ad altre regioni italiane. È una sfida che riguarda non solo la Calabria ma l’intero Paese, perché la qualità della democrazia nazionale dipende dalla solidità delle sue istituzioni locali, ma, soprattutto in questa regione, il rafforzamento dei Comuni è un atto di difesa della democrazia, è un investimento politico e culturale, che si declina nel contrasto alle disuguaglianze, nella lotta alla marginalità e nel rilancio dello sviluppo territoriale.
L’importanza dei Comuni quale primo livello di governo e luogo in cui si realizza l’effettività dei diritti, richiamata dal Presidente Mattarella, è un elemento centrale della tradizione costituzionale autonomistica italiana in linea con la storia delle autonomie europee. In questo quadro, il ruolo dei sindaci e dei consigli comunali non è semplicemente amministrativo: è politico e comunitario.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale

*Docente di Diritto delle Autonomie Territoriali all’Università della Calabria


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