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I carissimi ritardi rossoneri: multe record per il Milan


Scusate il ritardo, recitava Troisi. Ma lui tifava per il Napoli, non per il Milan. Che da inizio stagione ha accumulato 140mila euro di multe per i minuti smarriti dai suoi giocatori. L’ultima sanzione, 25mila euro, dopo la sfida persa proprio al Maradona contro la squadra di Conte, «per avere ingiustificatamente provocato il ritardo di due minuti dell’inizio della gara e di tre minuti nel corso del secondo tempo; recidiva reiterata continuata».

Eccole, le parole chiave scritte nero su bianco dal giudice sportivo: “recidiva reiterata continuata”. I precedenti si sommano, le ammende si fanno via via più severe: i 4mila euro alla seconda giornata contro il Lecce diventano 5mila alla terza contro il Bologna e salgono a 8mila alla decima contro la Roma. Si arriva in doppia cifra con i 10mila euro con il Verona al 17esimo turno. Poi, dopo le ammende con Fiorentina e Lecce, le multe salgono a 15mila euro con la Roma. Quota 20mila viene raggiunta con il Parma e superata (22mila euro) nel derby con l’Inter. Infine, almeno per adesso, i 25mila con il Napoli. Tra campionato e coppa Italia fanno in tutto, appunto, 140mila euro.

Orologi rotti o strategia? Lo spogliatoio fotografa i riti di Rabiot e soprattutto di Maignan, che sistema tra cura estrema e scaramanzia asciugamano e guanti prima dell’ingresso in campo. Gli avversari si infastidiscono e anche gli arbitri a volte non la prendono bene, come dimostra lo scontro tra il portiere francese e Colombo prima della partita dell’Olimpico con la Roma del 25 gennaio: «Maignan, come on». «Siamo in sei, stai calmo». In campo, poi, altre scintille: nessun ammonito tra i romanisti, 4 nel Milan, tra cui lo stesso Maignan dopo un altro battibecco con Colombo. I vizi sono lussi, Costano cari, molto cari.


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