I carabinieri pongono fine a un anno e mezzo di violenze domestiche, arrestato un 39enne

Violenze domestiche, minacce di morte e botte, angherie consumatesi spesso sotto gli occhi di due bambine piccole. E’ questa la drammatica realtà a cui hanno messo fine i Carabinieri delle stazioni di Concordia e Mirandola, arrestando domenica pomeriggio un uomo di 39 anni di origine marocchina.
Tutto è iniziato con una disperata richiesta di aiuto al 112. Quando i militari sono arrivati nell’abitazione della coppia, si sono trovati di fronte a una scena che lasciava poco spazio ai dubbi: la donna aveva il volto tumefatto, segnato da lividi ed ecchimosi evidenti, conseguenze dell’ennesima aggressione avvenuta poco prima alla presenza delle due figlie minorenni.
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Soccorsa e trasportata dal 118 al Pronto Soccorso di Mirandola, la donna è stata medicata e dimessa con una prognosi di 6 giorni.
È stato lì, in quel momento di sicurezza, che la vittima ha trovato la forza di rompere il silenzio. Ha raccontato agli inquirenti che quelle violenze andavano avanti dall’agosto del 2024: mesi di percosse, insulti e minacce di morte mai denunciati per il terrore di ritorsioni ancora più brutali.
A incastrare il marito non è stato solo il racconto, ma anche le prove che la donna aveva conservato segretamente: sul suo cellulare erano salvate le foto delle aggressioni passate, un diario visivo di lividi ed ematomi subiti nel tempo.
Grazie a queste evidenze e alle nuove norme sulla cosiddetta flagranza differita – che permettono l’arresto entro 48 ore dal fatto se supportato da documentazione video-fotografica – i Carabinieri hanno rintracciato l’uomo nelle 24 ore successive e lo hanno arrestato.
Trasferito inizialmente nel carcere di Sant’Anna, oggi ha visto la sua posizione aggravarsi: il Giudice del Tribunale di Modena ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.
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