Marche

i cantieri slittano oltre la Capitale della Cultura. Ecco quelli in pericolo


ANCONA I timori sono diventati realtà. «L’obiettivo è quello di completare alcune opere di rilievo entro il 2028, mentre altre le vedremo svilupparsi ma si concluderanno durante i 12 mesi o alla fine dell’anno» ha ammesso ieri, in Consiglio comunale, l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini. In uno slancio di ormai raro realismo, l’assessore ha risposto a un’interrogazione del consigliere Pd Giacomo Petrelli chiarendo quali dovranno essere le aspettative della città nei 14 mesi che ci separano da Ancona Capitale Italiana della Cultura.

Gli asset

Per la quale sono previste ventitré opere per 52 milioni di investimento (quelle inserite nel dossier, almeno), salvo avere più della metà dei progetti che oggi non solo non sono ancora partiti ma attendono pure un finanziamento, totale o parziale. «Per questo motivo, abbiamo chiesto a Cassa Depositi e Presti i un plafond extra per finanziare questi progetti attraverso dei mutui che contrarremo entro il 2026» ha tracciato la via Tombolini. Parliamo di circa 7 milioni di euro di prestiti, cinque dei quali saranno anticipati rispetto alle disponibilità che il Comune avrebbe avuto nel 2027. L’operazione sarà delineata entro la settimana prossima, quando la variazione di bilancio sarà portata in giunta. Il perché di questa fretta, che comporterà conseguenze sul piano degli interessi, è presto detto. Come ammesso dallo stesso assessore dai banchi della giunta, «se lo avessimo fatto nel 2027, gran parte degli obiettivi sarebbe fallito». E considerando «che molte opere hanno bisogno di almeno un anno per essere concretizzate, l’obiettivo è quello di riuscire ad approvare il progetto esecutivo e a bandire la gara entro l’inizio dell’anno prossimo». Tombolini, comunque, ha assicurato il massimo impegno del Comune: «Metteremo a terra gran parte di questi progetti entro il 2028». Non tutti, ormai questo è certo. Ma quali? Una gran fetta, a dire il vero, sono già nel sacco. Sono quelli «finanziati con le risorse trovate dalla precedente amministrazione», ha rimarcato il dem Petrelli. Verità incontrovertibile: 32 milioni di euro di opere arrivano dalla gestione Mancinelli-bis, con l’attuale Amministrazione che le ha però effettivamente messe a terra. Parliamo del Pnrr (Mercato delle erbe, biblioteca Benincasa, pinacoteca Podesti, tutti operativi entro il 2027), del nuovo mercato coperto di piazza d’Armi (pronto a gennaio 2027) o del restyling dello stadio Dorico (in conclusione dopo 5 anni di peripezie).

Le sfide

Altro capitolo, invece, è quello degli interventi varati dall’attuale Amministrazione. Troviamo, ad esempio, l’Urban Center e il restauro complessivo di Palazzo degli Anziani per 1,2 milioni di euro, in buona parte già finanziati ma con i cantieri che devono partire. Oppure i 177mila euro per la riapertura di Casa del Capitano, al porto antico, la cui progettazione è invece in corso. Da segnalare pure i 2 milioni di euro promessi per il recupero di Porta Pia, dei quali sono per ora certi solo i 400mila euro per la nuova illuminazione architettonica. Entro il 2028 riaprirà anche il Museo della città di piazza del Papa, chiuso dal 2020. Si guarda direttamente al 2029, invece, per il recupero dell’ex Mattatoio di Vallemiano, che diventerà un archivio/biblioteca e ospiterà un co-working con anche un co-housing per giovani, madri sole e anziani fragili. Il tutto per oltre 1,5 milioni di fondi dell’Ufficio Speciale Ricostruzione. Anche la Mole ha prospettive più lunghe. E se il cantiere ex Emaprice (zona del Mandracchio) partirà nel 2027 ma non si concluderà prima di un paio d’anni, il recupero sismico dell’altro lato (quello verso il mare), finanziato con risorse dell’Usr arrivate soltanto nei mesi scorsi, partirà direttamente dopo il 2029 in quanto coinvolgerà aree che non potranno essere interdette perché fondamentali per gli eventi di Ancona 2028. Difficile pure che si completi il recupero di Villa Colonnelli, a Posatora, che incuberà 2 milioni di euro (oggi ce ne sono solo 900mila euro) per trasformare la struttura in un covo di artisti. Tra i progetti dell’attuale Amministrazione che sono già stati completati, invece, va segnalata l’aula studio all’ex Cobianchi in piazza Roma. Per il dem Petrelli: «La Capitale della Cultura rischia di diventare la capitale dei cantieri».




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