“I bambini tornino in famiglia per le feste”

«Rispettiamo la legge, ma il Natale appartiene agli affetti. I bambini tornino in famiglia per le feste». La presidenza provinciale delle Acli di Chieti interviene sulla delicata vicenda dei bambini allontanati dai genitori che risiedevano nella cosiddetta casa nel bosco a Palmoli, rivolgendo un appello accorato affinché prevalga, in questi giorni di festività, il principio dell’umanità e del calore familiare.
Pur ribadendo il massimo rispetto per l’operato della magistratura e per le norme del diritto di famiglia che regolano la tutela dei minori, le Acli di Chieti avvertono la necessità di porre l’accento sul benessere emotivo dei piccoli coinvolti.
«Non è nostra intenzione – spiega la nota della presidenza provinciale, guidata da Antonello Antonelli – entrare nel merito delle sentenze o delle motivazioni tecniche che hanno portato all’allontanamento provvisorio. Siamo certi che ogni decisione sia stata assunta con l’obiettivo di proteggere i minori. Tuttavia, non possiamo ignorare che il Natale rappresenta per ogni bambino il momento sacro dell’unione familiare, un tempo in cui l’abbraccio dei genitori e la consuetudine degli affetti valgono più di ogni formalità burocratica. Una casa famiglia, per quanto accogliente e professionale possa essere, resta pur sempre una struttura comunitaria che non può sostituire il focolare domestico, specialmente durante le festività. La nostra proposta è semplice e improntata al buon senso:chiediamo che venga valutata la possibilità di un ricongiungimento temporaneo per il periodo natalizio. Permettere ai bambini di trascorrere questi giorni con i propri cari non pregiudicherebbe il percorso giudiziario in atto, né attenuerebbe l’attenzione delle istituzioni sulle condizioni di vita della famiglia. Si tratterebbe di una ‘tregua del cuore’, necessaria per non aggiungere al trauma del distacco anche quello della solitudine emotiva in un periodo così simbolico».
L’auspicio delle Acli di Chieti è che le autorità competenti possano concedere questa deroga umanitaria, rimandando al termine delle festività gli approfondimenti necessari e le valutazioni definitive sul caso.
«Il Natale – conclude la nota – è il tempo della vicinanza, in cui il nostro sguardo contempla il presepe, con Gesù bambino amorevolmente assistito da mamma e papà: fare in modo che questi bambini possano viverlo tra le braccia della madre e del padre sarebbe il miglior segnale di una giustizia che sa essere non solo rigorosa, ma anche profondamente umana».
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