Toscana

I bambini delle scuole del Casentino a lezione di emozioni


I bambini delle scuole a lezione di emozioni. Il progetto “ASSO – A Scuola di SOccorso”, promosso a livello regionale dalla Federazione delle Misericordie della Toscana, è approdato in Casentino con l’obiettivo di promuovere educazione civica, prevenzione e formazione affettiva fin dai primi anni di vita. Gli incontri hanno già interessato alcune scuole di Rassina, Corsalone e Chiusi della Verna dove i volontari e le volontarie della Misericordia di Bibbiena hanno coinvolto i piccoli alunni nel modulo formativo “Mi emoziono” per riconoscere e comunicare le proprie sensazioni attraverso il gioco e i cinque sensi. 

“ASSO – A Scuola di SOccorso” è un’iniziativa che propone percorsi di formazione su misura per le diverse fasce d’età su primo soccorso, gestione delle emergenze e, in generale, strumenti per costruire relazioni sane, consapevoli e rispettose, prevenendo fenomeni di violenza e discriminazione. Il tutto, grazie alla rete delle Misericordie che consolidano il loro ruolo anche educativo sui territori. 

Il laboratorio ospitato dalle scuole casentinesi è stato finalizzato a sviluppare la formazione affettiva in linea con le recenti linee guida ministeriali sull’educazione alle emozioni, configurandosi come un vero e proprio ponte tra studenti, volontariato, comunità e territorio. Attività semplici e coinvolgenti hanno permesso ai bambini di dare un nome alle emozioni, di riconoscerle nei compagni e di comprenderne il valore nelle relazioni quotidiane, in un clima di ascolto e condivisione. 

«Il progetto – spiega Alessandra Polmonari della Misericordia di Bibbiena – ambisce a diffondere, già dalla prima infanzia, una cultura della cura e della responsabilità. Educare alle emozioni significa gettare le basi per cittadini più consapevoli, capaci di empatia e di rispetto reciproco. Questa esperienza ha rappresentato un momento significativo di collaborazione tra scuola e volontariato, confermando il ruolo della Misericordia di Bibbiena non solo come presidio di soccorso ma anche come presenza attiva nella crescita educativa della comunità».

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