i bambini cardiopatici dirottati fuori regione
ANCONA Direzione cercasi: non c’è ancora un futuro chiaro per il reparto di Cardiochirurgia e Cardiologia pediatrica dell’Ospedale regionale Torrette di Ancona. Eccellenza nazionale in campo sanitario, ora la realtà dorica vive una fase di transizione in attesa – si spera in tempi brevi – del nome che sarà chiamato a succedere a Sergio Filippelli, il primario che dopo poco più di anno ha deciso di salutare il capoluogo per tornare nella sua Roma, al Bambin Gesù.
I cardiochirghi pediatrici del reparto ora sono tre, ma hanno sempre operato assistendo il chirurgo principale (che ora se n’è andato). Quindi non sono in grado di garantire l’expertise. Una recente direttiva interna ha annunciato un «nuovo assetto operativo» che appare orientato al trasferimento di molti pazienti verso centri di altre regioni, soprattutto nei casi complessi: Roma, Bologna e Massa Carrara. Tradotto: i bambini che nascono con cardiopatie di interesse chirurgico, su disposizione dell’Azienda devono essere trasferiti oltre confine. Un problema – e nei casi più gravi, un potenziale rischio – per i piccoli affetti da gravi patologie.
La prospettiva
Qual è dunque al momento lo stato di salute dell’ospedale dei bambini che ha potuto vantare un riferimento internazionale come il dottor Marco Pozzi, primario dimessosi nel 2023? Non vedremo più il “dottor Sandokan”, come veniva chiamato affettuosamente Filippelli dai piccoli pazienti e dalle loro famiglie. Di «ennesimo professionista che decide di lasciare Ancona per trasferirsi in un’altra struttura» parla il consigliere regionale del Partito democratico Antonio Mastrovincenzo, che lo scorso 15 dicembre ha presentato un’interrogazione all’assessore della giunta Acquaroli Paolo Calcinaro: interrogazione che verrà trattata nella seduta del Consiglio regionale in programma martedì. «Progressivo taglio dei posti letto (da 22 a 8), riduzione del personale medico (da 10 a 6 cardiologi, da 4 cardiochirurghi a uno) e infermieristico».
I punti ciechi
Ecco le criticità emerse negli ultimi cinque anni per Mastrovincenzo che parla anche di «mancata programmazione per il rilancio del reparto, a partire dal blocco dei concorsi previsti per i cardiologi e dalla totale assenza di volontà nel ricercare il sostituto del dottor Filippelli». Partito Sandokan, sospesi gli interventi cardiochirurgici in campo pediatrico. Ecco dunque che emerge la necessità di un chiaro orientamento per un reparto che attualmente è svuotato delle proprie funzioni. Appena tre giorni fa è stato nominato un facente funzioni per sopperire, almeno temporaneamente, all’addio di Filippelli. «Si tratta della cardiologa Alessandra Baldinelli; in quattro si erano resi disponibili per tale ruolo e la scelta è ricaduta su chi lavora da più tempo in questo reparto», spiega Armando Gozzini, dg dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche.
L’Sos
«La situazione dei medici è massacrante, alla fine qualche bambino resta indietro», è l’allarme che lancia Chiara Mormile, presidente dell’associazione Un battito di Ali che dà voce a un centinaio di famiglie di piccoli pazienti. «La Regione è aperta al dialogo, a breve avrò un incontro con l’assessore Calcinaro. I nostri medici continuano a svolgere il loro lavoro con amore e dedizione per recuperare tutti gli ambulatori saltati», aggiunge Mormile. Come fare per trovare il sostituto di Filippelli? «Vedremo se sarà il caso di bandire un concorso oppure se rafforzare la struttura interna», il Gozzini pensiero. Non resta che attendere.




