Economia

I 30 anni del Tamagotchi: l’animale domestico virtuale diventato un’icona ora scopre l’IA

Trent’anni quest’anno, e oltre 100 milioni di unità smerciate nel globo. Il Tamagotchi è stato da subito un oggetto unico e riconoscible. Negli anni, poi, ha saputo evolversi e rendersi capace di ispirare anche nell’era digitale. Tanto che alla Fiera Ces di Las Vegas, che si è da poco conclusa nella Sin City, ne è apparsa la sua versione IA. Si chiama Sweekar, è un compagno tascabile che grazie all’intelligenza artificiale diventa interattivo, comunica con il suo possessore, ne riconosce la voce e può ricordare quello che ha fatto. Un Tamagotchi con l’IA insomma, anche se non riconducibile direttamente al marchio reso famoso dal produttore Bandai Namco.

Per l’occasione dei 30 anni, proprio Bandai ha collaborato con Uniqlo per riportare sul mercato la prima versione dell’animaletto fatto di bit, in edizione speciale. Si chiama Tamagotchi Original ed è disponibile, per ora, solo in Giappone, con la classica forma ad ovetto e schermo monocromatico.

Il primo nel novembre 1996

Il primo Tamagotchi venne lanciato il 23 novembre 1996, un piccolo dispositivo a forma di uovo che metteva nelle tasche di chiunque la responsabilità di una vita virtuale. Divenne un fenomeno culturale di massa, conquistando inizialmente il cuore degli adolescenti in Giappone per poi espandersi a macchia d’olio in tutto il mondo. E proprio a Tokyo, patria del gadget, ha aperto la Tamagotchi Grand Exhibition al Roppongi Museum, una mostra che ne ripercorre il trentennale.

Dopo l’esplosione iniziale e un periodo di relativa calma, il brand ha saputo reinventarsi nel 2004, con il lancio del Tamagotchi Plus, conosciuto in occidente come Tamagotchi Connection. Questa nuova versione ha introdotto una funzionalità unica per l’epoca: la porta a infrarossi. Improvvisamente, i piccoli alieni virtuali non erano più isolati nei loro gusci di plastica, ma potevano interagire, giocare e persino “sposarsi” con i Tamagotchi degli amici, creando una vera rete sociale.

L’evoluzione negli anni

Il cammino verso la modernità è proseguito abbracciando progressivamente tecnologie sempre più avanzate. Nel 2008, l’introduzione dello schermo a colori con il Tamagotchi Plus Color ha aggiunto una nuova dimensione di profondità e vivacità al mondo dei personaggi. Negli anni successivi, modelli come il Tamagotchi 4U e il Tamagotchi m!x hanno introdotto la possibilità di “mixare” le genetiche dei personaggi, permettendo di allevare generazioni uniche con tratti ereditati dai genitori, capaci di dialogare anche con app per smartphone e tablet.

Arrivando ai giorni nostri, il trentesimo anniversario arriva a qualche anno dal Tamagotchi Uni del 2023 e del più recente Tamagotchi Paradise dello scorso luglio, l’apice di trent’anni di ricerca, con la novità di una “rotella dello zoom” per interagire con la creatura su quattro livelli differenti, dall’infinitamente piccolo alla vastità cosmica. Insomma, un ponte tra passato e futuro, che continua a crescere, evolversi e, soprattutto, a richiedere attenzione e affetto.


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