HONOR stupisce al MWC: smartphone robot e il super pieghevole
In collaborazione con HONOR
Al MWC 2026 di Barcellona, HONOR ha messo sul tavolo una visione piuttosto chiara: portare l’intelligenza artificiale fuori dallo schermo e dentro i dispositivi che usiamo ogni giorno, dai telefonini ai robot.
La strategia ruota attorno al concetto di Augmented Human Intelligence (AHI) e al programma ALPHA PLAN (anticipato lo scorso anno), con tre pilastri – Alpha Phone, Alpha Store e Alpha Lab – pensati per legare hardware, software e ricerca in un unico ecosistema centrato sulle esigenze reali delle persone.
HONOR Robot Phone: lo smartphone che si muove (davvero)

Il protagonista più curioso è HONOR Robot Phone, definito come un nuovo genere di smartphone perché unisce un telefono tradizionale a un piccolo sistema robotico integrato, capace di muoversi e di gestire la fotocamera come se fosse montata su un mini gimbal autonomo.
L’idea di fondo è portare l’AI dal semplice assistente vocale a un’interazione più fisica: il dispositivo non si limita a rispondere sullo schermo, ma regola la prospettiva della fotocamera in tempo reale, segue ciò che accade intorno e interpreta l’ambiente grazie a una percezione multimodale (suoni, movimenti, scena visiva).
HONOR ha sviluppato un micromotore e un sistema gimbal 4DoF ultracompatto, derivando materiali e soluzioni di affidabilità dall’esperienza sui pieghevoli. Questo consente un controllo del movimento di livello robotico, pur restando dentro l’ingombro di uno smartphone.
Dal punto di vista video, il Robot Phone integra un sistema di stabilizzazione gimbal a tre assi, una modalità Super Steady Video per le riprese in movimento e funzioni AI come Object Tracking (segue il soggetto in tempo reale) e AI SpinShot, che permette rotazioni intelligenti di 90° e 180° per transizioni più cinematografiche, anche tenendo il telefono con una sola mano.
La fotocamera principale usa un sensore da 200 megapixel, abbinato alla stabilizzazione e al tracciamento AI per avvicinare le riprese da smartphone a una narrazione video più professionale. Si tratta di un obiettivo ambizioso, che andrà verificato sul campo, ma la direzione è chiara: usare l’AI non solo per migliorare gli scatti, ma per automatizzare i movimenti di ripresa.
Sul fronte interazione, il Robot Phone supporta videochiamate AI con inquadratura a 360° che seguono l’utente tramite il movimento robotico, e risponde anche con una sorta di linguaggio del corpo: cenni del capo, movimenti “emotivi” e persino piccole coreografie a ritmo di musica. Qui l’obiettivo è rendere il rapporto con il dispositivo più espressivo e meno piatto, anche se resta da capire quanto questi gesti avranno un reale impatto nell’uso quotidiano e quanto resteranno una funzione più scenografica.
Nel complesso, HONOR usa Robot Phone come vetrina di ciò che definisce intelligenza incorporata: un primo passo verso dispositivi adattivi che non si limitano a calcolare, ma agiscono nello spazio fisico.
HONOR Magic V6: pieghevole ultrasottile con batteria al silicio-carbonio

Accanto al concept più sperimentale, HONOR ha presentato HONOR Magic V6, un pieghevole che punta su tre aspetti chiave: sottigliezza, autonomia e display.
Da chiuso, Magic V6 mantiene un profilo di 8,75 mm, nonostante la struttura rinforzata e un’architettura di cerniera pensata per durare nel tempo.
La certificazione IP68 e IP69 per resistenza ad acqua e polvere indica un’attenzione alla robustezza che di solito non si associa ai pieghevoli più sottili.
La batteria è uno dei punti più interessanti: HONOR utilizza una tecnologia al silicio-carbonio di quinta generazione, sviluppata con ATL, con un contenuto di silicio del 25%. Questo permette di inserire una batteria da 6.660 mAh in un corpo pieghevole molto sottile, cercando di superare il classico compromesso tra spessore e autonomia.
Al MWC, l’azienda ha mostrato anche la nuova HONOR Silicon-carbon Blade Battery, con contenuto di silicio al 32% (altri concorrenti usano batterie con un contenuto si silicio di circa la metà) e oltre 900 Wh/L di densità energetica, progettata per portare i pieghevoli nell’era dei 7.000 mAh. Non è ancora un prodotto di massa, ma indica la direzione di sviluppo delle prossime generazioni.
Sul fronte schermi, Magic V6 monta due pannelli LTPO 2.0:
- display esterno da 6,52 pollici, frequenza da 1 a 120 Hz, luminosità fino a 6.000 nit per contenuti HDR
- display interno da 7,95 pollici, sempre 1-120 Hz, luminosità fino a 5.000 nit in HDR
Lo schermo interno usa un vetro flessibile ultrasottile certificato SGS Minimized Crease, con una riduzione dichiarata del 44% della profondità della piega rispetto alla generazione precedente.
C’è anche uno strato antiriflesso al nitruro di silicio che porta la riflettività fino all’1,5%, oltre alla modulazione PWM a 4.320 Hz e al sistema AI Defocus per migliorare il comfort visivo durante l’uso prolungato.
Quando il display interno è aperto, entra in gioco una serie di funzioni di produttività basate su AI: strumenti per il multitasking, la creazione di contenuti e la comunicazione, con un’attenzione particolare all’integrazione cross-ecosistema. HONOR sottolinea in modo esplicito la compatibilità come dispositivo complementare anche con l’ecosistema Apple, un dettaglio non scontato nel panorama Android.
Sotto la scocca troviamo il Snapdragon 8 Elite Gen 5, abbinato a un sistema di raffreddamento a camera di vapore per mantenere prestazioni stabili con gaming, multitasking e carichi pesanti. HONOR descrive Magic V6 come uno dei primi veri pieghevoli pensati per l’era dell’AI, ma sarà il software a fare la differenza: al momento, le promesse riguardano soprattutto l’ottimizzazione di produttività e collaborazione tra dispositivi.
Lo smartphone verrà poi lanciato ufficialmente nella seconda metà del 2026.
MagicPad 4 e MagicBook Pro 14: l’AI esce dallo smartphone

Per dare sostanza al discorso di ecosistema, HONOR ha ampliato la gamma con HONOR MagicPad 4 e HONOR MagicBook Pro 14, due prodotti che portano le funzioni AI anche su tablet e notebook.
HONOR MagicPad 4 utilizza la piattaforma Snapdragon 8 Gen 5 in un corpo spesso 4,8 mm, con un display OLED 3K da 12,3 pollici e frequenza di aggiornamento fino a 165 Hz. Il tablet punta su multitasking e creazione di contenuti, con strumenti potenziati dall’AI e funzioni di collaborazione tra dispositivi, inclusa l’interazione con l’ecosistema Apple.
Un elemento particolare è il nuovo Linux Lab nelle Opzioni sviluppatore, che permette di installare ed eseguire l’assistente AI OpenClaw direttamente su MagicPad 4. Questa scelta apre a scenari più sperimentali e a strumenti di produttività avanzata, soprattutto per chi lavora con ambienti di sviluppo o applicazioni più tecniche.
Trovate la recensione completa a questo link.
Per HONOR MagicPad 4 i prezzi consigliati in Italia sono:
- versione 256 GB: 699,90 € (prezzo di listino), con prezzo di lancio a 599,90 €
- package completo (Pad + Keyboard + Pencil) per la versione 256 GB: 649,90 €
- versione 512 GB: 799,90 € (prezzo di listino), con prezzo di lancio a 699,90 €
- package completo (Pad + Keyboard + Pencil) per la versione 512 GB: 749,90 €

HONOR MagicBook Pro 14 completa il quadro lato PC, con processori Intel Core Ultra Series 3, un display OLED da 14,6 pollici con colori accurati, autonomia dichiarata di fascia alta, gestione intelligente delle prestazioni e un design ultraleggero per favorire la portabilità. L’idea è proporre un portatile adatto a carichi prolungati, attività creative e uso quotidiano, mantenendo la coerenza con le funzioni AI e di continuità dell’ecosistema HONOR.
Il primo robot umanoide HONOR e la strategia sull’AI incarnata

Oltre ai dispositivi da tasca e da scrivania, HONOR ha mostrato anche il suo primo robot umanoide, segnando l’ingresso in un ambito che finora ha visto protagonisti soprattutto produttori storici di robotica.
La strategia si concentra su tre scenari d’uso principali:
- assistenza allo shopping, per supportare clienti e personale nei negozi
- ispezioni sul posto di lavoro, ad esempio in ambienti industriali o logistici
- compagnia di supporto, cioè robot pensati per interagire e assistere le persone nella vita quotidiana
Secondo HONOR, il vantaggio competitivo arriva dall’esperienza accumulata con smartphone e dispositivi connessi: la stessa infrastruttura di account, servizi e dati permetterebbe ai robot di riconoscere gli utenti, comprenderne le abitudini e offrire da subito un’assistenza più personalizzata.
Questa continuità tra dispositivi mobili, tablet, PC e robot rientra nella visione di AHI: un’intelligenza che non resta confinata nelle app, ma che si estende alle esperienze fisiche e digitali, mantenendo un filo conduttore tra hardware e software.
Sul piano pratico restano ancora molte domande che avranno risposte solo nel tempo, ma la direzione è chiara: HONOR non vuole limitarsi a fare telefoni, punta a un ecosistema AI incarnato che copre più categorie di prodotto.
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