Società

«Ho partecipato a una Camminata Metabolica di gruppo in mezzo alla natura, in una fredda sera d’autunno. Ecco come funziona (e com’è andata)»

Ci ritroviamo in una quarantina, soprattutto donne tra i 40 e 50 anni. Michela ci dota di cuffia Bluetooth e F-band, una corda rigida che appoggia all’altezza delle scapole per mantenere dritta la schiena mentre si cammina. Il riscaldamento iniziale include esercizi per braccia e gambe, piegamenti, squat, corsa sul posto e, soprattutto, respirazione consapevole. A passo sostenuto, scendiamo sulla stradina che costeggia il Naviglio puntando verso Abbiategrasso. Dentro le orecchie, la voce di Michela è gentile e avvolgente. Invita a «trovare il proprio passo» in modo naturale. Mi ritrovo presto in coda a tutti, decisamente più allenati di me. Perdo di vista anche Angelica, ma ho trovato il mio ritmo e voglio mantenerlo. Dopo dieci minuti ci fermiamo per eseguire esercizi di potenziamento e respirazione sul posto. Riprendiamo il cammino e, poco alla volta, ci allontaniamo dai lampioni, dal borgo, da tutto. Il percorso si fa buio, in questa notte di luna nuova neanche il cielo illumina. Solo le luci delle nostre cuffie, simili a tante piccole lucciole blu, ci indicano la via. «E se qualcuno ha paura del buio?», penso. Ma l’esperienza non mi riguarda: mi sto godendo un momento ad alto tasso di fascinazione. A sinistra avverto l’odore umido della vegetazione, a destra lo sguardo affonda nelle acque del Naviglio che scorrono tranquille sovrastate da una nebbiolina. Sulla sponda opposta, sagome di storiche ville disabitate si affacciano sull’antico canale rendendo il tutto suggestivo. Mi dico che questa camminata è anche «meta-gotica», con tutto il piacere che ne deriva per i cultori del genere come me. Ho le mani gelide, le dita perdono sensibilità. Aumento il passo mentre cerco di scaldarle. Ci riesco parzialmente, servivano anche i guanti, ma mi compiaccio di non aver dimenticato il cappello! Mentre cerco di raggiungere il gruppo, nelle orecchie risuona la voce morbida di Michela: esorta a far leva sull’energia del corpo alleggerendo la mente. Mi concentro sui movimenti, sento i muscoli delle gambe e dei glutei che, nonostante la sedentarietà degli ultimi tempi, rispondono con prontezza alla temperatura e allo sforzo. Ci fermiamo ancora, respiriamo, corriamo sul posto, squat, piegamenti, rotazioni, saltelli. Respiriamo ancora, mentre il freddo ritempra e impedisce di sudare.

Sono quasi le 20.30 ed è tempo di tornare. La fila inverte il percorso, questa volta sono in testa. Il mio vantaggio dura poco, ma non è una gara: il ritmo perfetto è quello che mi fa stare bene, che mi scalda al punto giusto per sfidare l’umidità.

Prima della tisana calda alle erbe, Michela ci invita a sederci per qualche minuto di relax introspettivo, durante i quali la «terapeuta» in lei lascia messaggi di fiducia e perseveranza, prendendo spunto anche dalle parole di Tom Hanks: «Essendo per natura una persona allegra, può sembrare che io ignori il dolore delle cose reali che stanno accadendo. Non è così. Io valuto tutto. Ma non posso farci niente se mi sveglio la mattina e penso: “Che cosa arriverà di buono oggi?”».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »