Umbria

Ho fatto gli interessi del Perugia


A volte succede di non farcela più. Specialmente dopo un arbitraggio che ha sottratto dei punti. Allo sfogo è seguita una squalifica di tre mesi che tuttavia non ferma la sua determinazione nel portare avanti il proprio lavoro.

Da Marbella, dove si è recato per qualche giorno, è tornato sulla questione Alessandro Gaucci, che proprio in concomitanza del closing, previsto per venerdì 23 ottobre (al più lunedì 26), è tornato sulla questione intervenendo alla trasmissione di Umbria Tv Fuoricampo, andata in onda in prima serata.

“Se io sono responsabile del Perugia Calcio lo devo difendere dai fatti gravi accaduto. Non è stata una cosa isolata. Non si possono prendere calci in faccia senza reagire. Mi tengo la squalifica. Posso essere pentito di aver generalizzato su qualsiasi organo. Ammetto in questo di avere sbagliato ma non era il mio scopo se non quello di alzare i toni affinché arbitro e quarto uomo fossero messi alla gogna così come hanno cercato di fare con noi”.

Si è usato il termine “malafede”: “Quando rivedi il rigore su Van Amersfoort e possibile espulsione del giocatore del Vado qualche pensiero ce lo hai”.

La tensione resta molto alta: “Sono il primo che vuole dialogare con le persone ma se gli arbitri sono i primi a volerti mordere non c’è più possibilità di stare tranquilli. Non ho fatto un ingresso a piede teso perché ce l’abbia con il palazzo, ma con chi ci fa perdere punti malgrado stessimo di ricostruire una squadra che perde 6-7 milioni di euro. Io faccio gli interessi del Perugia”.

Si inizia poi a parlare del futuro della società: “Sarà una proprietà sufficientemente forte per un progetto importante e soprattutto vincente. Abbiamo gettato delle basi importanti. Vedremo dove saremo in grado di arrivare”.

Grande attesa per conoscere gli identikit degli investitori: “Manca una settimana al massimo. Quando ci stanno i fondi di mezzo i nomi sono molteplici. Spero davvero che si possa fare qualcosa di serio dopo anni di sofferenze. Per questo ho deciso di tornare malgrado in Spagna stessi bene. Sarà un fondo solido”.

Non ci sarà un ulteriore ricorso agli svincolati: “Non sarebbe possibile perché la lista è piena e fino a gennaio non ci saranno cambi. Però è troppo presto perché non abbiamo avuto tempo di prendere in considerazione tutti i ragazzi della rosa”.

Sugli obiettivi: “Non ne abbiamo fissato uno in particolare. Del resto nelle nostre condizioni è impossibile. Arrivare ai playoff sarebbe già un grande traguardo”.

Su Diana Gaucci ammette che “lo conoscevo già, sin dai tempi del Renate. Sembrava lo scienziato pazzo della situazione, poi c’è stato un colloquio. Abbiamo parlato un’ora e mezza al telefono e ci siamo piaciuti subito. È una delle persone più capaci ed intelligenti che abbia mai conosciuto nel calcio”.

Il feeling con l’ambiente è come se non fosse mai svanito: “Tanti sono i gesti che ho apprezzato. Ad esempio per il fatto che era stata ridata vita ad una città assopita. Ringrazio la gente che ci sta sostenendo. Del resto per me Perugia è casa, avendo vissuto il numero maggiore di anni”.

Si affronta l’argomento closing: “Verrà fatto in ogni caso. Dispiace che la gente non capisca i motivi dei ritardi. Poi i regolamenti sono diventati sempre più restrittivi. Ma io penserei al Pescara”. 

Sul suo futuro ruolo una conferma: “Sarò presidente ed il vice invece sarà Mauro Ricci. È stato uno degli artefici di ciò che sta accadendo e mi ha convinto lui a tornare. Gli sono grato”.

Infine smentita l’ipotesi della cessione del Marbella: “Ci sono andato per prendermi una pausa dopo la squalifica, non è assolutamente così”. 
 
 
 

 




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