Marche

«Ho dato la mia parola»

ANCONA «Ogni promessa è debito». Andrea Bocelli mantiene la parola (d’onore) data al Comune di Ancona quando è partito l’iter di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. «Farò di tutto per essere presente alla cerimonia inaugurale». Il tenore, quindi, dà la sua disponibilità ad esibirsi alla festa di apertura. Quando? La data ancora non è fissata. Due anni sono lunghi, ma non per il Comune che dovrà mettersi subito pancia a terra nella realizzazione degli 88 progetti inseriti nel dossier.

Il legame

L’entusiasmo per l’ambito traguardo, fin dall’inizio era stato condiviso dal celebre tenore che quando ha saputo della candidatura, racconta: «Di slancio avevo fatto una promessa».

E la manterrà perché «le Marche sono parte di me da sempre, e dentro le Marche la città di Ancona occupa un posto speciale: è la terra dove è nata e cresciuta mia moglie Veronica, e già questo di per sé basterebbe. Ma è anche il luogo che ha dato i natali a Franco Corelli, artista immenso che ho amato e ammirato, e che ho avuto il privilegio di avere come maestro e come amico». Bocelli conosce bene il nostro territorio: «È una regione dalle mille sorprese, raffinata nelle architetture, dolce nei paesaggi, ricca di quella cultura profonda che forma le persone prima ancora che le istituzioni. Non è un caso se nei secoli è stata patria delle utopie e modello per il mondo».

Ora toccherà ad Ancona esercitare il ruolo di modello in un settore, quello della cultura, in cui (anche immeritatamente) non ha mai primeggiato. Per molto tempo Ancona è stata definita la città dei tesori nascosti: l’area archeologica del porto traianeo, gli antichi palazzi nel cuore del Guasco. Ora, poco a poco, la Dorica si svela. E per il 2028 dovrà accendere i riflettori e far brillare i suoi tesori.

La sensibilità

Andrea Bocelli, uomo di cultura e di grande e innata sensibilità artistica, ne è certo: «La cultura, così come l’arte tutta, è un dono del cielo. Ogni investimento che la sostenga è, prima di tutto, un atto di civiltà». E di investimenti per realizzare gli 88 progetti, Ancona ne ha veramente bisogno. Uno sforzo da 59 milioni di euro, di cui buona parte già finanziati e avviati. Ma per completare il salto di qualità saranno gli ultimi 7 milioni da intercettare a fare la differenza (1 già in cassaforte in quanto stanziamento del Ministero per il riconoscimento). «Sono felice che Ancona abbia scelto di percorrere questa strada con sempre maggiore determinazione» sottolinea il tenore. E da adesso Ancona dovrà mettere in mostra tutta la sua bellezza.

La comunità

Per Bocelli, una bellezza che «non si può catturare, ma può essere evocata attraverso tutto ciò che una comunità crea, preserva e trasmette. E oggi più che mai va praticata, incoraggiata, divulgata». Per la moglie Veronica, anconetana doc «è un riconoscimento di grande significato, e ancora di più lo è per una città come Ancona, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce per affermare la propria identità».




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