Emilia Romagna

Hera, un miliardo di investimenti e 2,1 miliardi “restituiti” al territorio: approvato il bilancio 2025


Il Gruppo Hera archivia l’esercizio 2025 consolidando la propria crescita industriale e confermando una solida capacità di generare valore per i territori serviti. Il Consiglio di amministrazione, presieduto da Cristian Fabbri, ha approvato i risultati al 31 dicembre che evidenziano un utile netto per gli azionisti in aumento e un volume di investimenti che tocca il punto più alto nella storia della multiutility, superando la soglia del miliardo di euro.

I ricavi si sono attestati a 12,8 miliardi di euro, un dato sostanzialmente in linea con l’anno precedente, dove la flessione dei consumi gas è stata bilanciata dalla crescita nei servizi a rete e nella filiera ambiente. Il margine operativo lordo (Mol) ha raggiunto i 1.537,2 milioni di euro: un risultato che, se letto al netto delle partite straordinarie che avevano caratterizzato il 2024, mostra una crescita organica del 4,5%, trainata dai settori idrico, energia e ambiente. L’utile netto di pertinenza degli azionisti sale a 464,3 milioni di euro, segnando un progresso del 4% rispetto al confronto omogeneo con l’esercizio passato.

Uno dei dati più significativi riguarda lo sforzo finanziario profuso sul territorio: gli investimenti operativi lordi sono balzati a 1.028 milioni di euro, con un incremento di quasi il 20% rispetto al 2024. Gran parte di queste risorse, circa il 78%, è stata destinata a “valore condiviso”, ovvero a progetti capaci di generare benefici non solo per l’azienda ma per l’intera comunità, in linea con gli obiettivi di transizione ecologica e neutralità carbonica. Proprio il valore economico distribuito localmente tra fornitori, lavoratori, pubblica amministrazione e azionisti ha superato nel 2025 i 2,1 miliardi di euro.

Il presidente esecutivo Cristian Fabbri ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto nel triennio, sottolineando come il Gruppo sia riuscito a migliorare la resilienza dei propri asset nonostante le sfide geopolitiche e meteoclimatiche: “Abbiamo investito quasi 3 miliardi di euro in tre anni, il 43% in più rispetto al periodo precedente. I flussi di cassa generati ci hanno permesso di ridurre l’indebitamento e migliorare la leva finanziaria, portando il ritorno complessivo per gli azionisti a un aumento del 77%. Alla luce di questa solidità, proporremo la distribuzione di un dividendo di 16 centesimi per azione, un incremento che beneficerà a cascata tutta la politica delle cedole dei prossimi anni”.

Sulla stessa linea l’amministratore delegato Orazio Iacono, che ha posto l’accento sulla capacità di autofinanziamento del Gruppo: “Gli investimenti record del 2025 sono stati interamente sostenuti dalla cassa sviluppata nell’anno e definiscono una base solida per lo sviluppo futuro. La nostra gestione finanziaria e il rapporto debito netto su Mol a 2,57x ci garantiscono una flessibilità significativa per cogliere nuove opportunità di mercato, come dimostrato dalle recenti acquisizioni nel settore del trattamento acque civili e industriali. Hera si conferma leader a supporto del tessuto industriale italiano”.

Sul fronte della remunerazione dei soci, la proposta di dividendo a 16 centesimi (+6,7%) verrà sottoposta all’Assemblea del 29 aprile. Lo stacco della cedola è previsto per il 22 giugno 2026, con pagamento a partire dal 24 giugno.


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