Hantavirus, Amaretti: «Sto bene»
Il Quotidiano del Sud
Hantavirus, Amaretti: «Sto bene»

Il giovane marittimo calabrese, Federico Amaretti, in osservazione per aver condiviso lo spazio all’interno di un aereo, seppur per pochi minuti e a distanza di sicurezza, con la donna infettata da Hantavirus e poi deceduta
C’è una persona, a Villa San Giovanni, sotto osservazione per aver condiviso lo spazio all’interno di un aereo, seppur per pochi minuti e a distanza di sicurezza, con la donna infettata da Hantavirus e poi deceduta. Si chiama Federico Amaretti, marittimo. Al momento è a casa sua. Venerdì sera è stato contattato dal ministero della Salute, ieri mattina, sabato 9 maggio 2026, dall’Asp di Reggio Calabria. Il protocollo? Misurare la febbre mattina e sera. Lunedì, 11 maggio 2026, a weekend finito e senza fretta, un medico andrà a visitarlo. In caso di febbre sarà compito del paziente contattare l’Asp. Un film già visto che la dice lunga sui protocolli sanitari in Italia ed Europa nell’era post-covid e dei piani pandemici.
HANTAVIRUS IL CALABRESE FEDERICO AMARETTI SOTTO OSSERVAZIONE
Federico Amaretti, insieme a quattro italiani, è salito il 25 sera sul volo Klm Johannesburg-Amsterdam. A bordo c’era una donna, deceduta il giorno dopo, infettata da Hantavirus. «Ero agli ultimi sedili – ha raccontato Amaretti al Tg1 – la signora non l’ho vista». La donna stava molto male, il capitano l’ha fatta sbarcare e ha informato tutti i passeggeri. Il volo è atterrato ad Amsterdam, poi gli italiani sono arrivati fino a Roma e, infine, Amaretti ha raggiunto Reggio Calabria.
AMARETTI, «STO BENE, NON HO SINTOMI»
Tutti rintracciati dal ministero che ha fatto partire i protocolli di sicurezza. Anche in Calabria. Il passeggero, ricordiamo senza alcun sintomo, è stato isolato in via precauzionale. «Sto bene, non ho sintomi, sono in quarantena nella casa dei miei genitori. Devo evitare tutti i contatti mi hanno detto dalla Asl. Sono rientrato in Italia per un periodo di ferie, faccio il marittimo. Da Amsterdam ho preso un altro volo per Fiumicino dove sono arrivato il 26 aprile»
COSA È L’HANTAVIRUS
L’Hantavirus non è il coronavirus. Quello che sta circolando è la versione rara “Andes” (in Italia dal 2020 al 2023 sono stati segnalati zero casi), l’unica conosciuta capace di trasmissione da un essere umano all’altro. Ma non è così semplice: a spiegarlo sono praticamente tutti: dai centri europei all’Oms, passando per l’Iss e il ministero della Salute. Il contagio richiede contatti molto stretti (famiglie, convivenze) e prolungati, pochi minuti e a distanza non bastano per far circolare il virus. Il primo strumento di contagio, infatti, è il contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti, oppure toccare superfici contaminate. «L’esposizione – scrive l’Istituto superiore di sanità – si verifica in genere durante attività come la pulizia di edifici infestati da roditori, sebbene possa verificarsi anche durante le normali attività in aree fortemente infestate.
LA TRASMISSIONE INTERUMANA DELL’HANTAVIRUS
Ad oggi, la possibilità di trasmissione interumana è stata documentata esclusivamente per il virus Andes, diffuso principalmente in Argentina e Cile, che è anche quello che secondo le prime analisi ha causato il focolaio sulla nave». A preoccupare, però, sono le conseguenze. Il virus può causare una sindrome cardiopolmonare con conseguenze letali su alte percentuali di pazienti infetti. Il tasso di mortalità, infatti, è al 40-50% e non c’è vaccino. In altre parole, se non c’è contatto stretto e viene applicata vigilanza è molto difficile che si propaghi in maniera incontrollata. I protocolli sono sempre gli stessi: igiene personale in primis. I sintomi iniziali, invece, sono nausea, febbre, vomito.
PROTOCOLLI IN CALABRIA, LA REGIONE È PRONTA
Scattano i protocolli in Calabria. La Regione ha informato che sono state attivate tutte le procedure, anche in raccordo con gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera. «Il cittadino calabrese imbarcato sul volo è stato rintracciato – scrive la Regione – nella mattinata odierna (ieri, sabato 9 maggio 2026, ndr) ed è monitorato dalle autorità sanitarie della provincia di residenza. Attualmente si trova in isolamento precauzionale, è completamente asintomatico ed è sottoposto alle misure di prevenzione previste dai protocolli sanitari. I presidi ospedalieri della Regione sono stati inoltre allertati, a titolo precauzionale, per l’eventuale attivazione immediata dei protocolli di prevenzione previsti per casi analoghi, sebbene al momento non emergano elementi di rischio per la popolazione. La situazione è sotto controllo ed è costantemente monitorata dalle autorità sanitarie regionali, che seguono con attenzione anche l’evoluzione del quadro nazionale».
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