Abruzzo

Ha scelto il silenzio in aula e si è sottratto al dibattito pubblico


Accusano il sindaco di Tollo Angelo Radica di essersi “sottratto al confronto” i consiglieri di opposizione del gruppo Tollo rinasce Ettore Leve, Bruno Pagnanelli e Filomena Mariani.

Nel consiglio comunale del 23 febbraio convocato proprio dal gruppo consiliare per discutere della richiesta di rinvio a giudizio del primo cittadino, per gli esponenti di minoranza, il sindaco avrebbe scelto “il silenzio”.

“La richiesta di rinvio a giudizio per peculato continuato nei confronti del sindaco . sottolineano – è un atto processuale che sarà valutato esclusivamente dall’autorità giudiziaria. Non spetta a noi sostituirci ai giudici. Tuttavia, non esiste alcuna ‘segretezza’ sul fatto. Il Pubblico Ministero ha esercitato l’azione penale e, considerata la rilevanza pubblica della vicenda e il ruolo istituzionale del Sindaco, la questione è oggettivamente di interesse per la comunità”.

“La responsabilità penale – aggiungono i consiglieri di Tollo Rinasce – è una cosa. La responsabilità politica è un’altra. E la responsabilità politica si esercita nel consiglio comunale, non si delega. Quando si parla di utilizzo di risorse pubbliche, auto e carburante comunale sostenuti dall’ente, il consiglio comunale ha il dovere di chiedere chiarimenti. Non per polemica, ma per rispetto verso i cittadini. Tollo, per mezzo dei propri rappresentanti eletti, aveva diritto alla trasparenza e al confronto diretto”.

“Eppure – dicono Leve, Pagnanelli e Mariani – il sindaco si è sottratto al confronto istituzionale facendosi rappresentare dal presidente del consiglio. Se fosse stato davvero convinto della correttezza del proprio operato, non avrebbe evitato il dibattito pubblico: lo avrebbe cercato.
Perché chi è certo delle proprie ragioni non teme il confronto”.

Per gli esponenti di minoranza, il primo cittadino si sarebbe limitato alla diffusione di comunicati stampa e alla pubblicazione di post sui social per chiarire la propria posizione. “Ma – attaccano – il confronto istituzionale si fa in aula, guardando negli occhi i cittadini. Il silenzio assordante del primo cittadino parla da sé”.

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