Gyda Valtysdottir – Mother Pearl
Carriera solida e variegata quella dell’islandese Gyda Valtysdottir che ha suonato a lungo con i múm per poi volare in Russia, Germania e Svizzera per approfondire lo studio del violoncello e della musica classica a cui ha reso ampio omaggio nei primi due album solisti “Epicycle” e “Epicycle II”.

Un percorso che dai dischi successivi, “Evolution” e “Ox”, l’ha vista misurarsi con composizioni originali, una crescita pienamente confermata da “Mother Pearl”. Canzoni scritte tra Belgio, California, New York City, Islanda, un ritorno a casa, dopo anni che Gyda Valtysdottir viveva lontano, registrate con un gruppo di fidati collaboratori.
Merope Indre Jurgeleviciute e Bert Cools, Alex Sopp, Julian Sartorius alla batteria, Katie Buckley all’arpa, Úlfur Hansson a mix, basso, Moog, Kjartan Sveinsson dei Sigur Rós co – autore dell’eterea title track, ballata piano e voce che ben introduce e rappresenta l’atmosfera dell’album.
L’arpa di Buckley accompagna l’inizio di “White Noise” brano che unisce analogico e digitale, elettronica, violoncello e umana sapienza in un arrangiamento ipnotico e suadente in continuo crescendo, evocativo come “Open Poem” dall’indole vulnerabile e delicata. L’intensa “Living Waters” si sviluppa con sobria pacatezza, introducendo un elemento sonoro alla volta: la voce, il piano, i vari strumenti che s’incontrano nel finale, creando un altro bel crescendo emotivo.
Delicatezza fiabesca quella di “Mirror”, ma sono saghe nordiche queste in cui il lieto fine non è certo scontato, “Checking In” torna all’elettronica con ritmi rarefatti e cadenzati sintetizzatori che donano al brano un’aura noir e oscura, molto diversa dal tono solare di “Riverbed” con l’arpa ancora protagonista o quello riflessivo di “Horizon”, strumentale che trasporta verso la chiusura affidata alle melodiose armonie di “Potency”.
Ascoltando “Mother Pearl” emerge chiaramente la maturità di Gyda Valtysdottir, una delle caratteristiche che ha certamente avuto un peso determinante quando è stata scelta per curare la colonna sonora di “Porto Rico” film di prossima uscita con Bad Bunny, Edward Norton, Javier Bardem e Viggo Mortensen. Un compito che a giudicare dalla perizia compositiva dimostrata in questi nove brani non la spaventa di certo.
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