GUM – Blue Gum Way
Il sempre creativo Jay Watson (ben noti i suoi trascorsi nelle fila di Pond e Tame Impala) continua a produrre e pubblicare dischi solidi e avventurosi con il progetto GUM che negli anni si è trasformato, diventando un vero e proprio laboratorio musicale che vede Watson sperimentare in chiave solista e circondato da svariati musicisti.

Il fortunato “III Times” uscito nel 2024 e anche in edizione deluxe l’anno scorso ad esempio era una collaborazione con Ambrose Kenny – Smith (King Gizzard & The Lizard Wizard, The Murlocs) mentre nel nuovo “Blue Gum Way” ritroviamo Watson al timone per un viaggio in territori sempre psichedelici ma più melodici e riflessivi.
Talk Talk e Radiohead sono i principali punti di riferimento fin dalle prime note di “Man Alive” che nell’uso dei sintetizzatori, delle chitarre e nel cantato sembra proprio un omaggio a Mark David Hollis, psichedelia pura quella di “Phosphene Scream” genere che Watson ha dimostrato di saper padroneggiare ampiamente e a cui torna con destrezza in questo brano.
Le armonie psych folk venate di jazz di “Expanding Blue” sono altrettanto ben congeniate, come “In Life” poco dopo con un testo che riflette sulla vita in generale e quella del musicista in particolare regalando un deciso crescendo sonoro ed emotivo. Suadente e malinconica “Man Ray Bay” con un arrangiamento ricco e curato in ogni strumento, dalla chitarra acustica alle tastiere.
“Celluloid” torna al rock più grintoso, l’atmosfera cambia ancora con “It Happens Almost Every Day” altro brano intenso basato su decise variazioni di ritmo, “Outrider” è un trip vivace e colorato che inanella quei riff di chitarra che popolavano i primi album dei Tame Impala in un ritorno alla psichedelia anni settanta che insieme alle potenti melodie di “New Equator” fa di “Blue Gum Way” un album vario e coinvolgente.
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