Guerrieri, in aula Gassmann perfetto grazie a veri avvocati di Bari
L’endorsement a Bari, “città fantastica che consiglio a tutti”, ma non solo. Nell’intervista rilasciata l’altro giorno a Mara Venier negli studi di Domenica In, alla vigilia della messa in onda della nuova fiction Guerrieri – La regola dell’equilibrio, Alessandro Gassmann ha rivelato anche un importante dettaglio che ha contribuito poi in maniera determinante alla buona riuscita della serie, almeno nella sua prima puntata, particolarmente apprezzata dal pubblico italiano pure in termini di dati Auditel: il ‘tutoraggio’ di alcuni avvocati baresi che hanno seguito da vicino le performance dell’attore in tutte le scene registrate all’interno del Palazzo di Giustizia di piazza Enrico de Nicola.
Gassmann, nella trasposizione televisiva dei romanzi di Gianrico Carofiglio, recita infatti il ruolo di un brillante avvocato: il protagonista delle varie vicende, nei libri come sul piccolo schermo. E siccome la credibilità del racconto, in questi casi, si misura pure su movenze e linguaggio che un professionista della legge mette in campo in tribunale “Carofiglio, che è anche un uomo di giustizia, per la parte dibattimentale in aula mi ha messo dietro due avvocati penalisti veri che mi guardavano in cagnesco a ogni minima variazione del copione – ha svelato simpaticamente Gassmann da Venier -. È stato difficile, ma alla fine questi due cerberi mi hanno detto che il risultato è stato davvero convincente”.
Il merito di un Gassmann ‘principe del foro’ nei panni di Guido Guerrieri, quindi, è ascrivibile anche ai consigli dispensati da Federico Straziota e dagli altri penalisti di Polis Avvocati: noto studio legale associato di Bari, nato nel 2014 dall’unione tra professionisti provenienti da tre affermati studi cittadini. “Eravamo sempre in due, dietro alle quinte – conferma sorridendo l’avvocato Straziota – ma in realtà io e gli altri colleghi dello studio ci siamo un po’ alternati. La sceneggiatura era già top, con il regista Gianluca Tavarelli che ha restituito un’incredibile autenticità a tutte le scene processuali grazie a una maniacale attenzione ai particolari. La richiesta, per noi, era quella di dare ancora più credibilità alla situazione”.
Il risultato? Eccellente, si direbbe dalla risposta del web, perfino al giudizio scrupoloso di molti addetti ai lavori. “Ovviamente la linea da seguire non era certo quella di ‘Un giorno in Pretura’, per intenderci – evidenzia il legale -, perché comunque il prodotto da confezionare doveva essere fruibile da chiunque. Possiamo dire però che, finalmente, una serie tv giudiziaria appare reale e vera, con Gassmann che è riuscito a rappresentare magistralmente ogni sfaccettatura della nostra professione. Anche nei dettagli. Dalla ricostruzione dei fascicoli a ciò che comunemente viene tenuto dagli avvocati sul banco, ad esempio: può sembrare una cosa banale, ma non lo è affatto”.
Come svelato dallo stesso attore, però, particolare lode va proprio a chi lo ha indottrinato. Tra aneddoti e curiosità. “Quando è entrato per la prima volta nell’aula della Corte d’Assise mi ha chiesto come indossare bene la toga – svela l’avvocato Straziota -, è stato umile e particolarmente bravo a immergersi nel ruolo. Noi poi lo abbiamo aiutato nelle interlocuzioni col giudice, nello scegliere sempre i termini corretti. Nel nostro lavoro, infatti, ci sono alcuni vocaboli che non ammettono sinonimi. Così quando la parola utilizzata dagli attori era tecnicamente sbagliata, noi l’abbiamo corretta. È stata molto brava anche Lea Gavino, l’attrice che nella serie tv interpreta Consuelo Favia, la praticante di Guerrieri”.
“Veder nascere questa fiction sul set è stata un’esperienza incredibile – conclude l’avvocato -. Le riprese in tribunale sono durate circa due settimane, mattina e pomeriggio. Attori e maestranze hanno fatto un lavoro mostruoso: una scena di un minuto, una di quelle che tutti abbiamo visto lunedì sera in televisione, in realtà viene girata per almeno due ore. Da più angolazioni, con diversi ciak. E ad ogni ‘stop’ del regista entravamo in gioco noi, con i nostri consigli ed i nostri appunti per rendere ancora più realistico il racconto della vicenda. Per me e per tutti i colleghi di Polis è stato un onore dare un contributo alla realizzazione delle scene: momenti che non dimenticheremo facilmente”.




